Industriali più emiliani «Volano per il territorio»
L’assemblea Unindustria ha votato al 94,5% la fusione con Modena e Bologna Maiarelli: slancio a nuove forme distrettuali per sviluppare export e innovazione
Nell'ottobre 2014 i presidenti di Confindustria Modena, Valter Caiumi, di Unindustria Bologna, Alberto Vacchi, e di Unindustria, Ferrara Riccardo Maiarelli, firmarono la lettera d'intenti che metteva nero su bianco l'idea di arrivare a un'unica associazione capace di garantire maggiore rappresentanza a un territorio che costituisce il primo polo manifatturiero italiano. Ieri è arrivato il voto storico, a Ferrara come a Modena e Bologna: nelle tre assemblee straordinarie le oltre 3.000 aziende che hanno espresso la volontà di essere rappresentante da una nuova realtà associativa che ha un nome lungo quanto indicativo: “Confindustria Emilia Area centro: le imprese di Bologna, Ferrara e Modena". La semplificazione anche semantica arriverà, si presume, dopo i due anni di transizione, quando la fusione andrà a regime.
La maggioranza che ha votato la fusione è stata molto ampia in tutte le assemblee, semmai si può notare che quella di Ferrara è la più bassa delle tre: 94,5% degli associati presenti contro il 99,5% di Bologna e il 98,6% di Modena. Forse è una forzatura, ma si può anche individuare in questo scarto una lieve esitazione dei ferraresi per il salto in un maxi-contenitore del quale sanno già di non poter controllare le leve di comando.
Nei primi mesi del 2017, decorsi i tempi tecnici necessari e l’approvazione dei bilanci 2016, i vertici si ritroveranno per siglare l'atto di fusione. La nuova Associazione riunisce come noto oltre 3.000 imprese, delle quali meno di 500 ferraresi, per il 77% manifatturiere, e insieme danno lavoro a più di 170.000 addetti. Confindustria Emilia diventa così la prima associazione imprenditoriale emiliano-romagnola per numero di imprese e a livello nazionale si colloca tra le prime associazioni del sistema Confindustria.
Le assemblee straordinarie hanno votato anche la composizione degli organi che governeranno l'Associazione nel periodo transitorio relativo al biennio 2017-2018. Il presidente, come da accordi presi a suo tempo, sarà Vacchi, affiancato da Caiumi e Maiarelli nel ruolo di vicepresidenti.
Anche la composizione del Consiglio di presidenza transitorio è stato determinato sulla base di quote paritarie. Sei dei diciotto componenti sono ferraresi, cioè Massimo Andalini, Luca Baraldi, Andrea Barzetti, Luciano Pollini, Paolo Saini ed Ernesto Sorghi. Gli altri componenti sono Marco Arletti, Sonia Bonfiglioli, Andrea Bozzoli, Vincenzo Cremonini, Massimo Galassini, Marco Gasparri, Giuliana Gavioli, Roberto Kerkoc, Angelos Papadimitriou, Nicola Pizzoli, Giancarlo Raggi e Elena Salda.
«Non posso che esprimere viva soddisfazione per il risultato e per le prospettive future di questo progetto associativo - ha affermato Maiarelli, - In questa fase economica non certo esaltante, questa operazione costituisce una grande opportunità. Contribuiremo al miglioramento delle filiere produttive emiliane, daremo slancio a nuove forme distrettuali che sappiano incrementare l'internazionalizzazione e l'innovazione. In una parola, la nuova associazione dovrà costituire un volano di crescita assolutamente strategico per il nostro territorio». Qualche indicazione operativa, a fianco degli auspici di rito, è giunto dal neopresidente Vacchi: «Ora si apre una fase nuova. Dovremo ottimizzare le nostre risorse per mettere in campo servizi all'avanguardia e particolarmente innovativi. Dovremo imprimere ulteriore velocità a una rete associativa di oltre 3.000 imprese e a un polo manifatturiero tra i più robusti d'Europa per renderli ancora più forti sui mercati. Dovremo rappresentare al meglio la qualità dei contenuti economici e sociali che sa esprimere questo territorio». Da parte sua, Caiumi ha messo il “bollino” sulla giornata: «Questo processo di fusione ci impegna a cambiare prima che gli eventi cambino noi. Dobbiamo lavorare per contribuire all'affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionale e sostenibile. Ma non solo. Unendo le nostre eccellenze daremo un contributo ancora più consistente allo sviluppo del nostro territorio e del nostro Paese».
Martedì 13 Unindustria saluta la città con un galà di Natale al Teatro Nuovo, sarà l’occasione per le parole di congedo di Maiarelli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
