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La giovane Laura Vincenzi verso la beatificazione

Laura Vincenzi
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Laura Vincenzi

Morì a soli 23 anni nel 1987 lasciando tante testimonianze di fede e santità. Domani si apre il processo che servirà a raccogliere prove sulle sue grandi virtù

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Domani in Cattedrale, alle ore 19, sarà aperto il processo di beatificazione e canonizzazione di Laura Vincenzi. La Chiesa prevede una procedura molto precisa, che ha una sua tappa importante nella costituzione del tribunale diocesano per la causa di beatificazione. L'obiettivo della fase diocesana è quello della raccolta delle prove per raggiungere la certezza morale sulle virtù eroiche o sul martirio del Servo di Dio di cui si chiede la beatificazione.

«La vita di Laura - come osservano i biografici Giovanna e Mario Ansaloni, Miriam Turrini - è racchiusa in meno di 24 anni: nasce a Tresigallo il 6 giugno 1963; dopo la scuola media frequenta il liceo classico Ariosto di Ferrara e nel 1982 si iscrive alla Facoltà di Lingue all'Università di Bologna. Nel luglio 1982, a Spello, Laura conosce Guido con il quale si fidanza nell’agosto 1983. Nel luglio 1984 compare il sarcoma al piede sinistro. Seguono pesanti cure. Laura non cede alla paura del tumore e si sforza con perseveranza di vivere nella normalità nell’affidamento a Dio. Il rapporto con Guido si fortifica. Nel gennaio 1986 a Laura viene amputato l’arto. Nell’ottobre 1986 viene rilevata metastasi ai polmoni. Il 4 aprile 1987 Laura muore nella propria casa circondata dai suoi cari».

A 14 anni Laura scrive: “15 maggio / domenica: Incontro diocesano al Seminario. W l’ACR. L’ACR è bella, è forte, è intelligente, è simpatica, è… Tutto!”. L’appartenenza all’Azione Cattolica e il servizio nell’associazione la accompagna tutta la vita, ma Laura allarga anche gli orizzonti e coltiva con determinazione la sua fede. Frequenta il monastero benedettino ferrarese di Sant'Antonio in Polesine, dove impara a pregare, e partecipa a ritiri spirituali a Spello presso i Piccoli Fratelli di Gesù, a Camaldoli, a Verucchio, presso le monache benedettine e a un raduno di Taizé a Roma. È appassionata della Parola, con la quale prega ogni giorno, e frequenta quotidianamente la messa».

Laura ama intensamente la vita. Non nega mai la sua vivacità, la sua ironia, la voglia di laurearsi, di essere felice e, un giorno, di sposarsi. Sempre grata dei doni ricevuti, si dona agli altri e vive con intensità incontri e amicizie. Tesse instancabilmente relazioni, anche nei giorni del dolore. In parrocchia diventa lei stessa catechista ed educatrice ACR e dei giovanissimi, per i quali scrive un’intensa preghiera pochi mesi prima di morire.

Vive la vita come chiamata all’Amore, l’essenziale sempre cercato. “Abbracciare la croce = Vivere l’Avventura”: con questo spirito vive la sua malattia. “Più la malattia la minava nel fisico, più lei cresceva nella fede e acquistava una lucidità particolare, superiore, nell’affrontare la vita», testimonia Maria Rovigatti, una compagna del liceo. Numerosi gli scritti di Laura, raccolti in particolare in Lettere di una fidanzata, a cura di Guido Boffi, e in Laura Vincenzi. Storia d'amore e di croce di Giovanni Raminelli.

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