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«Rimborso per i bondisti Carife»

«Rimborso per i bondisti Carife»

La richiesta del consiglio comunale che chiede anche garanzie occupazionali

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Opportunità di rimborso anche per i bondisti “indiretti” e garanzie per il personale della Carife.

È quanto ha chiesto ieri pomeriggio a larghissima maggioranza il consiglio comunale, impegnando le istituzioni locali a fare pressioni in tal senso su governo e parlamento. Alla base della discussione, cui ha assistito un drappello di esponenti del comitato No Salvabanche con un paio di bandiere al seguito e per questo ripresi dal presidente dell'assemblea Girolamo Calò, un ordine del giorno presentato da Leonardo Fiorentini (Sinistra Italiana).

Al centro la richiesta di permettere l'accesso alla procedura di rimborso anche a quei possessori di obbligazioni subordinate che hanno ceduto i titoli a loro familiari. «Il problema va risolto entro il 3 gennaio, siamo ormai vicini a quella data», ha ricordato Fiorentini. L'invito rivolto ai palazzi romani è quello di accogliere l'emendamento presentato con queste finalità dal deputato di Sel Giovanni Paglia, rimasto per ora lettera morta nonostante sia stato condiviso all'unanimità nella commissione finanze di Montecitorio. L'odg è stato integrato da un emendamento firmato Ilaria Morghen (M5S), anche questo approvato, che chiede di estendere la procedura di rimborso anche ai detentori dei titoli che non li abbiano acquistati direttamente dalle banche poste in risoluzione prima del 22 novembre 2012. Posizione che alla Camera viene sostenuta dal deputato pentastellato Alessio Villarosa. Il documento Fiorentini è stato votato quindi quasi all'unanimità: 28 sì, comprese tutte le opposizioni, a fronte di due astensioni (i consiglieri Pd Alessandro Talmelli e Pietro Turri, il quale aveva chiesto in extremis il ritiro dell'ordine del giorno). Durante il dibattito è intervenuto Tiziano Tagliani, che ha ribadito ancora una volta le sue posizioni sulla crisi Carife attribuendone la responsabilità prima "alle categorie economiche di questa città che hanno malgovernato la banca" e in seguito al commissariamento operato da Bankitalia. Poi il sindaco ha detto la sua sulla richiesta contenuta nel documento Fiorentini, ovvero la presentazione da parte dei soggetti che vorranno acquisire Nuova Carife «di un serio piano industriale che garantisca la continuità dell'azione di istituto di credito del territorio, a garanzia sia della tenuta dei livelli occupazionale e dell'efficienza della banca, sia del tessuto locale». «Si chiede un impegno di sindaco e giunta - ha detto Tagliani - e io sono d'accordo, ma intendiamoci: chi pensa che chi vuole acquistare Carife, e fuori dalla porta non c'è la fila, mantenga poi integralmente l'occupazione attuale sa di mentire a se stesso e ai cittadini: lo sanno anche i sindacati che servirà un sacrificio. Andare a porre dei paletti è pericoloso. Non possiamo battibeccare come i capponi di Renzo: sento tante critiche rispetto al passato ma niente impegni precisi sulle banche da Grillo, Salvini e Forza Italia se dovessero andare al governo».

E in tutto questo, ha aggiunto Il sindaco Tagliani, «ora una possibile crisi di governo non aiuta di certo».

Fabio Terminali

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