ferrara
cronaca

Rispettare anche la protesta

Referendum, l'editoriale del direttore della Nuova Ferrara


06 dicembre 2016 di Luca Traini


I villeggianti fuori stagione sono tornati ai lidi giusto qualche ora, il tempo di votare e di un piatto di spaghetti sul lungomare e poi via, di ritorno sulle strade che portano a Milano e a Bologna, alle altre cento provenienze padane in cui vivono, perché gli appartamenti al mare che incardinano a Comacchio il loro essere elettori sono prime case solo sulla carta. Tornano raramente sull'Adriatico tra un'estate e l'altra, e quasi mai nelle chiamate ai seggi. Domenica sì, in massa. Anche loro nel fiume di ferraresi che si è recato ai seggi, un'onda anomala che ha fatto gridare al record nazionale alla conta di mezzodì ed era ancora forte in serata, al punto da doppiare e riscattare il dato di due anni fa, l'onta delle regionali, quando due elettori su tre disertarono le urne.


Un segnale incoraggiante, su cui non ci siamo troppo fermati, presi tutti dalla vittoria senza appello del No, la subitanea presa d'atto di Renzi e l'addio conseguente. Ma è a loro, che la politica si deve riferire, a quegli oltre 210mila ferraresi che sono andati a votare, che hanno rivendicato il diritto di partecipare alla vita pubblica, sostenere la riforma o bocciarla. E decidere del governo, che quesiti articolati ed eterogenei chiamano voti di fiducia.
C'è chi ha compiuto una scelta di merito e chi ha detto Sì alla stabilità o No alla crisi, alle politiche dell’austerità, magari all'accoglienza dei profughi e agli azzeratori di Carife. Ciascuno ha avuto un messaggio da affidare alla scheda. Vanno letti, tutti. Chiedono riflessioni e risposte.

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.