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È già tempo di elezioni ma i partiti non ci sono più

di Annarita Bova
È già tempo di elezioni ma i partiti non ci sono più

Dopo il referendum iniziano i giochi tra le forze che lavorano sul territorio Il sindaco ci riprova, altri nomi sono già sul tavolo e c’è qualche novità

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COMACCHIO. Comacchio torna al voto. Non si è fatto tempo a mettere via le matite dopo la lunga maratona del Referendum, che è già tempo di tirarle fuori. Le elezioni comunali 2017 si terranno in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno e i cittadini saranno chiamati a scegliere il primo cittadino. L’entusiasmo, come prevedibile, non è certo alle stelle e la sfiducia nei confronti della politica si tocca con mano. Sarà forse per questo che ci saranno (quasi sicuramente) solo liste civiche? E dove sono spariti i partiti? Comacchio non è territorio facile e i futuri candidati dovranno studiare la campagna elettorale stando attenti ad ogni sfumatura.

Si ricandida il sindaco uscente Marco Fabbri e lo farà con tutta la squadra che lo accompagna dal 2012, quando da perfetto sconosciuto è stato eletto sotto bandiera del Movimento 5 Stelle, spiazzando tutti e arrivando a vincere al ballottaggio contro dei veri e propri colossi. Fabbri dal M5S è stato espluso «anche se abbiamo rispettato alla lettera il programma elettorale - ci tiene a precisare - Questo perché per me, per noi, la fiducia degli elettori non deve essere mai tradita. Grillo ci ha cacciati perché abbiamo deciso di continuare a fare gli interessi ci Comacchio e non solo del Movimento. Qualcuno ci accusa di “tradimento”, di aver scelto la via più facile. È invece esattamente il contrario. Se fossimo ancora nel Movimento avremmo forse e soprattutto in questo momento, la strada spianata». Marco Fabbri si presenterà sostenuto da una lista civica al cui interno si potrebbero vedere nomi importanti e anche qualche sorpresa. «Un prete? Ma no - ride - Se ne parla ma...non se nemmeno se si possono candidare i sacerdoti. Sì? No? Mah. Bisognerebbe leggere bene». Ha voglia di rimettersi in gioco il sindaco uscente. E ci vuole coraggio perché se è stato relativamente facile arrivare a sedere sulla poltrona “sulla fiducia”, non lo sarà altrettanto dopo cinque anni di amministrazione, polemiche e bufere di ogni genere. «Ma oltre (forse) me, chi c’è?».

Una donna, Maura Tomasi della Lega Nord. «Non ci penso proprio - dice con falsa convinzione - Sono stanca, ho il mio lavoro (la Tomasi fa l’avvocato a tempo pieno) e non riuscirei proprio a pensare ad altro». Le parole escono sicure, ma la voce tradisce: «Come ha detto Valentino Rossi, quando l’ambizione supera il talento, è la fine. Non penso sinceramente di essere la persona adatta». La sensazione è che la Tomasi non abbia ancora ricevuto la giusta spinta dall’alto e che la sua forza politica stia ancora cercando un nome in grado di creare il giusto movimento. E una “sua” lista civica? «Non è così facile a Comacchio. Comunque io dico no, al momento dico no». Al momento, ma senza la Tomasi difficilmente la Lega a Comacchio potrà portare a casa un risultato importante.

E L’Onda? «Ci saremo sicuramente - afferma il consigliere Davide Michetti - andremo da soli, senza alleanze con alcun partito e non appoggeremo nessuna lista. Questo al momento è l’unica cosa che posso dire». L’unica? «ecco, posso aggiungere che al momento ci sono quattro persone che potenzialmente potrebbero candidarsi». Tra cui lo stesso Michetti, anche se più di qualcuno ha sottolineato il suo avvicinamento nell’ultimo periodo al Movimento 5 Stelle, tanto da offrirsi di stare ai seggi in occasione del Referendum come supervisore. «Decideremo presto, io sono nell’Onda, non nel Movimento».

A rompere le uova nel paniere, e per il solo gusto di farlo, scenderà in campo anche l’intramontabile Iginio Ferroni, “l’uomo di estrema destra dal cuore rosso”, come si è definito in passato. «Ci saranno delle belle sorprese e ci sarà da ridere. Il prete nella mia lista? Mai dire mai...».

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