La procura indaga su un centinaio di operai
Inchiesta aperta dopo il deposito della lista di 182 persone, malate o decedute per mesotelioma
A Ferrara come in tutta Italia, di amianto si parla da decenni. Sugli operai morti da mesotelioma sono in corso tantissimi processi, anche da noi, di natura civilistica, mentre dal punto di vista penale quello sul caso Brugioni è il primo ad arrivare in tribunale davanti ai giudici. Processo - occorre sottolineare - che dovrà accertare con esattezza il nesso di causalità tra lesioni (prima) e morte (oggi) di Brugioni e l’esposizione all’amianto durante il lavoro. Come sottolinea la difesa dell’azienda chiamata in causa (avvocati Martines e Melandri per Baltur) quello di Brugioni è l’unico caso: dunque è possibile dubitare sul nesso tra malattia/morte ed esposizione in Baltur? Lo accerterà il processo, mentre per l’emergenza amianto - dicono i tecnici - quando si avrà un picco nei prossimi anni, già oggi si fanno i conti sui decessi. Tanto che da tempo in procura a Ferrara è depositata una lista di centinaia di operai deceduti o malati per mesotelioma, riconducibile ad amianto, diventata un esposto da parte di Legambiente Ferrara (avvocato David Zanforlini). Nel lontano 2013 il legale depositò questi atti sui casi di 182 persone correlate a mesotelioma (fonte osservatorio di Reggio Emilia). E venne aperto un fascicolo conoscitivo, come atti relativi: inchiesta che negli anni - si apprende da diverse fonti - ha avuto evoluzioni, passando da magistrato a magistrato. Evoluzioni anche tecniche per cui oggi si starebbe indagando in modo più concreto e deciso.
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