«La Romagna offre ora più garanzie»
Alessandro Osti (Confesercenti) spiega le ragioni di una scelta per Ravenna: «Modena non ci vuole»
Alessandro Osti, direttore della Confesercenti, e consigliere alla Camera di Commercio fa il punto della situazione. «La nostra associazione - dice - quando si è incominciato a discutere della questione, ha subito individuato in Bologna. Una strada che però si è manifestata impercorribile per il ruolo della città capoluogo di Regione. A questo punto la visione emersa dal nostro gruppo dirigente era quella che il legame con un territorio forte, quale quello di Modena, e le prospettive di ulteriori collegamenti, quali ad esempio la costruzione della Cispadana, potesse essere la strada migliore per provare a ragionare insieme di uno sviluppo che coinvolgesse anche il nostro territorio. Per ragionare di progetti comuni occorre però che esista una sintonia ed una volontà delle due parti, evidentemente squilibrata nei rapporti delle forze in campo in questo caso, ma che non deve pregiudicare presidio e rappresentanza in quei contesti laddove tali processi si possono costruire. Ad oggi gli approcci di Modena ad una fusione con la nostra realtà, devo dire che rispetto a quello che abbiamo visto sono stati molto timidi. Certamente il fatto di non essere costretti a cercare un partner è un elemento che non ha contribuito ad una accelerazione del confronto da parte di Modena, evidentemente però non aver manifestato nemmeno la volontà di un incontro fino ad oggi, nonostante i continui contatti che il Presidente Govoni ci ha comunicato esserci stati, non lascia ben sperare per i rapporti futuri. Nemmeno l'opzione di demandare ad Unioncamere Regionale la scelta, rappresenta un elemento rassicurante».
«Oggi quindi, - prosegue Osti - se non vogliamo che le scelte sul futuro della nostra Camera vengano effettuate da altri, la strada più perseguibile evidentemente è quella dell'accorpamento con Ravenna, una realtà pressochè speculare alla nostra, dove le prospettive di sviluppo e di progettualità evidentemente potranno essere impostate su piani diversi. L'equilibrio delle forze in campo deve essere ovviamente ricondotto anche nella rappresentanza delle categorie del nostro territorio nel nuovo Ente, all'insegna dell'equilibrio e del reciproco rispetto che ha sempre caratterizzato i rapporti tra le varie realtà economiche di Ferrara».
«Un commissariamento ulteriore nella nostra città non aiuterebbe a far ripartire un territorio che invece ha una necessità ineludibile di nuove strategie e di ripartire il prima possibile, per questo riteniamo vada fatto da tutti il massimo sforzo, per arrivare ad un accordo, si tratterebbe di un atto di responsabilità importante del sistema di rappresentanza economica. Rimangono - conclude Osti - poi aperti molti aspetti sull' argomento, tra questi evidentemente una prospettiva di minori fondi per lo sviluppo dopo il taglio ai contributi camerali, forse controbilanciati da nuove funzioni dell'Ente, che sono evidentemente tutte da sviluppare. Ma un passo per volta».
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