Manca ancora un voto per la scelta di Ravenna
Camera di Commercio: la conta non raggiunge la maggioranza richiesta Il nuovo entrato Villani (Confcooperative) diventa l’ago della bilancia
La Camera di Commercio di Ferrara cerca un partner, disperatamente. Dal prossimo 10 dicembre entrerà in vigore il decreto di riforma per gli enti camerali e scatterà quindi la corsa contro il tempo per mettersi in regola con le nuove norme. Ferrara deve obbligatoriamente legarsi con qualcuno per superare il tetto delle 75mila aziende. La scelta al momento è tra Ravenna e Modena. Una scelta che rischia di spaccare il consiglio camerale composto da 28 rappresentanti. Occorre infatti la maggioranza qualificata dei due terzi per portare a casa una decisione, ma al momento il tetto dei 19 consiglieri necessari non c’è. Da un conteggio fatto nelle ultime ore la situazione ora è 18 per Ravenna e 10 per Modena, salvo ripensamenti. Non si raggiunge quindi la maggioranza dei due terzi per un soffio.
Il gruppone che spinge per Ravenna è rappresentato soprattutto dalle associazioni dei commercianti e dell’agricoltura e con la componente Cna per l’artigianato. Propria quella Cna espressione del presidente in carica Paolo Govoni, grande tessitore in questi momenti per trovare la più ampia convergenza possibile ed evitare spaccature.
Il sì per Ravenna dovrebbe arrivare quindi oltre che da Paolo Govoni, anche dagli altri componenti dell’associazione artigianale Cna che sono in consiglio: Maria Grazia Zapparoli e Fabiano Benazzi (ramo trasporti e spedizioni) e Federica Bordin (servizi alle imprese).
Compatto anche il fronte del settore commercio con Ascom e Confesercenti che per una volta trovano ampie convergenze e un obiettivo comune delle nozze con Ravenna.
Il gruppo Ascom è guidato dal vicepresidente camerale Giulio Felloni e poi ci sono il direttore Davide Urban, Simona Salustro e Federica Sandri, oltre a Nicoletta Castagnetti rappresentante dell’associazione per il turismo.
La Confesercenti dal canto suo mette in pista il direttore Alessandro Osti e Roberto Bellotti per la quota turismo.
Unità di convergenze anche per il settore agricolo dove pare vengano smussate le polemiche tra associazione per posizionarsi compatti per Ravenna. Il sì alle nozze con la vicina Camera di commercio romagnola arriva da Claudio Bressanutti direttore della Coldiretti, Nicola Gherardi di Confagricoltura e Fabiana Protti della Cia (confederazione italiana agricoltori).
Il fonte del Sì a Ravenna conta anche di incamerare il parere favorevole dei consiglieri di rappresentanza come Il Young Cerchiai dell’Abi per Credito e assicurazioni, Cristino Zagatti segretario provinciale della Cgil inquota organzizazioni sindacali, Paolo Picci di Adiconsum per i consumatori utenti e Gloria Minarelliin rappresentanza delle associazioni.
Il gruppo che punta alla fusione con Modena vede la locomotiva di Unindustria, che proprio in questi giorni sta ultimando le procedure di fusione proprio con la Confindustria di Modena e quella di Bologna per creare un’unica struttura.
L’ipotesi Modena è quindi appoggiata da Gisella Ferri, Domenica La Valle, Luca Zaghi, dal presidente dell’Anci Adriano Paltrinieri e per il rampo servizi e imprese da Luciano Pollini. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Lega Coop, Andrea Benini, convinto sostenitore dell’asse con Modena anche in considerazione delle nozze recentemente fatte con la città della Ghirlandina che ha raggruppato le due associazioni ferraresi e modenesi. Spinge anche per un accordo con Modena la Confartigianato rappresentata nel consiglio camerale da Caterina Papparella e Donatella Zuffoli, oltre a Marino Fortini per i servizi alle imprese.
Il fonte pro scelta modenese può contare anche sull’apporto del nuovo entrato Ruggero Villani, direttore di Confcooperative, considerata la vicinanza dell’associazione con la Lega Coop.
La new entry diventa così ago della bilancia per una decisione che sarà strategica per l’economia ferrarese. Villani si schiera per la scelta modenese, lasciando comunque intendere la volontà di evitare dolorose spaccature all’interno del consiglio camerale, promuovendo quei tavoli di confronti tra le associazioni per trovare una più ampia convergenza possibile.
A questo punto i pro Ravenna si fermano a 18, mentre i pro Modena toccano quota 10. Così restando gli assetti non si raggiunge per un voto la quota di 19 consiglieri per scegliere Ravenna. Da qui le trattative serrate per trovare la soluzione. Ricordiamo che se non si trova la quadra è pronto anche il commissariamento.
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