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Ferrara e Tresigallo in cattedrale per Laura

Ferrara e Tresigallo in cattedrale per Laura

Avviata ieri alle 19 la causa di beatificazione della giovane “serva di Dio” Erano presenti i genitori, tanti fedeli e i sindaci della città e del suo paese

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Con il canto “Vieni Creator” e l’invocazione allo Spirito Santo è iniziata ieri alla 19 in Cattedrale la causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Laura Vincenzi, nata nel 1963 e morta a Tresigallo nel 1987. Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e Andrea Brancaleoni di Tresigallo, una folta rappresentanza della comunità dove la giovane ha trascorso la sua breve ma intensa vita, ma soprattutto i genitori Luisa ed Odo insieme al fratello e alla sorella hanno seguito la cerimonia che ha dato inizio al un percorso che deve condurre alla beatificazione.

Come prevede il rito canonico, è stato il vescovo Luigi Negri a chiedere al notaio di Curia don Giuseppe di leggere il Supplex Libellus con cui la Postulatrice, l’ avvocato Silvia Monica Correale della Fondazione Pio XI-Azione Cattolica Scuola di Santità - ha chiesto l’apertura della causa di beatificazione. Subito dopo ha ricordato brevemente il profilo biografico della Serva di Dio. In quasi 24 anni di vita Laura espresse amore per la famiglia, gli amici e tutto ciò che la circondava imparando ad amare soprattutto Dio. Il rapporto con i genitori, la vita di parrocchia, l’essere animatrice dell’Azione Cattolica Ragazzi e i numerosi incontri spirituali la portarono sempre più ad un rapporto intimo con Dio. Iscritta al Liceo Classico Ariosto prosegue gli studi alla Facoltà di Lingue a Bologna, si fidanza con Guido ma nel luglio 1984 avverte i primi sintomi della gravissima malattia, affrontata e sopportata con cristianità, che la porterà alla morte.

Il vescovo - questo detta la procedura seguita ieri - dopo aver esaminato il “mandato procuratorio” l’ha consegnato al giudice delegato per un esame congiunto con il promotore di giustizia per poi restituirlo al vescovo. A questo punto l’atto per la beatificazione diventa materia del Tribunale, i cui i componenti giurano secondo quanto previsto dai sacri canoni.

Margherita Goberti

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