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dopo il verdetto della cassazione

«Il Comune attende i soldi dei Lageder»

«Il Comune attende i soldi dei Lageder»

Soddisfazione di Tagliani per l’esito della trentennale causa. Ma serve una nuova sentenza

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«La famiglia Lageder, dovrà restituire al Comune di Ferrara quanto ingiustamente pagato». A commento della sentenza della Cassazione sulla vicenda del terreno espropriato oltre trent’anni fa ai Lageder, arriva una nota da Palazzo municipale che esprime la soddisfazione del sindaco Tagliani.

La vicenda - come riportato ieri dalla Nuova - risale agli anni 80 e ha visto annose vicende giudiziarie, esplose nel 2012 in seguito ad una sentenza della Corte d’Appello di Bologna che accoglieva il ricorso di Alois Lageder (imprenditore vitivinicolo dell’Alto Adige) contro la determinazione di un’indennità di esproprio (150 milioni di lire) di un’area destinata ad edilizia popolare nella zona di Villa Fulvia.

Il Comune nel 2011 fu condannato a pagare alla controparte oltre un milione e settecentomila euro, in quanto la Corte d’Appello di Bologna aveva ritenuto che con l’esproprio di una porzione dell’area di Lageder e la realizzazione del piano di edilizia popolare, il Comune avesse assorbito anche la capacità edificatoria dell’area residua, così determinando un valore venale dell’area espropriata assai superiore a quello ritenuto equo dal Comune ai fini della determinazione dell’indennità in base al valore venale del bene. In base alla sentenza ora annullata il Comune ha pagato un’indennità pari al 150% del valore di mercato dell’area, valore peraltro calcolato erroneamente in modo eccessivo.

Lega e Progetto per Ferrara presentarono anche un ricorso alla Corte dei Conti contro il Comune a seguito della sentenza del 2011.

Ma ora che la Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, la Corte d’Appello di Bologna dovrà pronunciare una nuova sentenza conforme ai principi indicati dalla Cassazione stessa. Il Peep - Piano di edilizia popolare per il quale era stato fatto l’esproprio - non aveva sottratto capacità edificatoria all’area residuata in proprietà a Lageder, che l’aveva quindi mantenuta con tutto il suo valore e, di conseguenza, la supervalutazione del valore venale dell’area espropriata compiuta dalla Corte d’Appello era errata.

Ecco perchè - precisa la nota inviata da Anna Rosa Fava, portavoce del sindaco - «in sostanza dovrà essere ricalcolata l’indennità di esproprio secondo i principi proposti dal Comune e accolti dalla Cassazione».

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