Pronto soccorso, quattro medici in più
Ferrara, l’annuncio del direttore Carradori: serviranno a ridurre intasamenti e tensioni. Boom di accessi, +10mila in dieci anni
FERRARA. «Difetti comunicativi nostri e problemi ci sono stati. Ma questo è un potenziamento del pronto soccorso che non si vedeva dal 2011». Tiziano Carradori difende davanti alla commissione consiliare sanità il suo piano, criticato nei giorni scorsi dal personale dell'unità operativa di medicina d'urgenza di Cona.
Giusto ieri, mercoledì 7 dicembre, durante la riunione in Municipio, il direttore generale dell'azienda ospedaliera ha calato un asso: l'assunzione tramite bando pubblico di quattro nuovi medici, portando a 32 i camici bianchi impegnati sul fronte dell'emergenza. «Dovessero accettare, saremmo in condizione di alleviare le problematiche recenti», sostiene Carradori.
Il reclutamento non è affatto semplice e servono incarichi lunghi per rendere appetibile l'opportunità. «Ovvio che le assunzioni - dice il manager - dovrebbero avvenire tramite la disciplina della medicina d'urgenza, ma non è stato possibile, non abbiamo avuto nessuno disponibile. Comunque il personale neoassunto è equipollente». Vedremo se la mossa placherà i rappresentanti degli operatori del Pronto soccorso, che ieri tramite la consigliera M5S Ilaria Morghen hanno diffuso un documento, proponendo una quota di 30 medici in pianta organica, ora oltrepassata da Carradori, che peraltro nelle scorse settimane aveva dato il via libera all'immissione di una dozzina tra nuovi infermieri e ausiliari. Anche perché c'è da far fronte a un boom di accessi al pronto soccorso, lievitati da 75mila a 85mila all'anno dal 2006 a oggi.
Cona è sottoposta a un carico superiore degli altri nosocomi della regione: tendenza che si riverbera sui tempi d'attesa e sui ricoveri in Medicina interna (comunque sotto controllo) che in aggiunta è in difficoltà sul versante dimissioni (-800).
Di fronte al sindaco Tiziano Tagliani, all'assessore Chiara Sapigni e ai dirigenti Asl, Carradori ammette «intasamento e tensioni». Vista la concomitanza del trasferimento del S. Giorgio, impossibile fare diversamente, aggiunge il direttore generale, circa la ridislocazione del reparto di Medicina d'urgenza dalla parte di ospedale quasi opposta al Pronto soccorso: i minuti per percorrere la distanza sono aumentati da due a sette. Come tuttavia i posti letto: inclusa la Chirurgia d'urgenza, sono passati da 30 a 46.
Tante grane insomma, specie sui conti. Lunedì la Regione ha messo l'azienda in piano di rientro. «Risparmiare», è il messaggio, proprio ora che accelera il potenziamento del Pronto soccorso, anche con nuove tecnologie. Carradori contesta la decisione arrivata da Bologna: aveva presentato alcune osservazioni, basate essenzialmente costi sopportati a causa dal project financing accordato all'epoca della costruzione dell'ospedale, ma non sono state accolte a livello ministeriale. Ne risentiremo parlare. Cona è tuttora in fase di convalescenza.
Bisogna aggiungere che un manipolo di nuove assunzioni era stato annunciato qualche giorno fa dalla Regione, una cinquantina di operatori tra Asl e Sant’Anna, indipendentemente dal piano di rientro.
Fabio Terminali
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