Vendita Carife, più Bper di Cariparma
Nicastro prima cederà le altre tre banche, poi toccherà Ferrara: esuberi in vista. Masi (Uilca): preoccupati ma si lavora
La vendita delle tre good bank a Ubi dovrebbe chiudersi entro il 2016, con perfezionamento da completare nel primo trimestre del prossimo anno, e per quel periodo si capirà che soluzione sarà messa in campo anche per Nuova Carife. Al momento le strade da battere sono due, una che è diventata più “calda” nelle ultime settimane porta a Modena, da Bper, e riguarda la sola banca ferrarese, mentre si è un po’ raffreddata la pista-Cariparma. Quest’ultima è infatti resa tortuosa dal disegno strategico che s’intravvede sullo sfondo, cioè l’acquisizione anche di Caricesena e Carim, con la conseguenza di dover sfrondare il personale a partire dalle tre direzioni generali. In ogni caso, all’organico Carife si dovrà mettere mano prima della cessione. Sono queste le indicazioni emerse dall’incontro tra il presidente delle quattro banche, Roberto Nicastro, e i sindacalisti nazionali Agostino Megale (Fisac), Landro Sileoni (Fabi), Massimo Masi (Uilca) e Sabrina Brezzo (First-Cisl).
Per quanto riguarda le tre banche, l’iter burocratico imposto dalla Bce impone che l’annuncio non potrà avvenire prima del 24 dicembre e la partenza dell’operazione a marzo 2017, dopo le rettifiche di bilancio. «Scenario diverso invece quello delineato per Carife, dove si profila un intervento massiccio del Fondo volontario - ha dichiarato alle agenzie Masi, che segue da vicino il caso ferrarese anche perché è di Altedo - la ripulitura dei crediti deteriorati da parte del Fondo Atlante e la ricerca continua di un patto con un istituto bancario italiano che possa poi subentrare nella proprietà della banca ferrarese». Il fatto che non ci sia ancora un acquirente rende «estremamente preoccupato» Masi, anche se «gli interventi e le assicurazioni del presidente Nicastro possono far sì che la banca non vada in risoluzione ma che trovi uno sbocco naturale verso altri istituti bancari. La Uilca farà ogni sforzo per salvaguardare le lavoratrici, i lavoratori e l’economia ferrarese, chiedendo l’intervento sia della Regione che delle banche che hanno forti interessi nel territorio emiliano».
Masi ha anche fatto una domanda a Nicastro sul personale, «mi ha risposto che prima delle vendita sarà necessario un intervento di riduzione che gestirà lui stesso». Si tratta, in sostanza, di utilizzare parte dei 100 milioni all’anno stanziati dalla legge di Bilancio per il Fondo esuberi bancari, allungando fino a 7 anni lo scivolo pensionistico per i dipendenti Carife. Dal tavolo però di numeri non ne sono usciti.
Stefano Ciervo
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