Marchiate le lapidi di chi non paga la luce
Comacchio, i bollini apposti dalla ditta che gestisce i servizi del cimitero Gli stessi sono stati rimossi dopo la segnalazione dell’ex consigliere Gelli
COMACCHIO. Non sembra emergere solo una questione di tatto sulla vicenda degli avvisi applicati a numerose lapidi dei loculi all’interno del cimitero di Comacchio. Tiziana Gelli, esponente di Fratelli d'Italia, sta effettuando verifiche di natura legale, perché gli avvisi, applicati tra l'altro con un adesivo molto resistente, avrebbero sconfinato su un terreno insidioso, chiamato in parole povere, violazione della privacy. «Domenica scorsa ho fatto visita ai miei cari al cimitero con una amica - racconta la Gelli - e ho scoperto, con grande disappunto, che molti loculi erano stai marchiati da questi avvisi, con i quali la ditta Franeco pregava i familiari dei defunti di rivolgersi all'ufficio cimiteriale, presente all'interno del cimitero, per comunicazioni. Va detto che si fa fatica a trovare l'ufficio aperto ed è capitato che molte persone abbiano perso mezze giornate di lavoro, perché quando era aperto, hanno trovato lunghe file». Sul cancello d’ingresso la stessa ditta Franeco, che gestisce i servizi cimiteriali, spiega le ragioni degli avvisi applicati alle lapidi dei cari estinti, con un cartello, in cui si legge che “il canone 2016 è scaduto. Per tutti coloro che non hanno ancora effettuato il pagamento del canone in corso e sono interessati alla continuazione dell'erogazione per la fornitura possono rivolgersi presso l'ufficio sito nel piazzale del cimitero, per effettuare il pagamento del canone. In caso contrario verrà interrotta la fornitura ed addebitato il costo del servizio, erogato sino ad oggi”. Tiziana Gelli, dopo aver chiesto agli addetti della ditta incaricata, di rimuovere gli avvisi, lesivi del decoro del luogo e non rispettosi del culto dei defunti, ha poi scoperto che il Comune non aveva autorizzato la Faneco ad adottare la procedura contestata. «Faccio presente che come me, tanti altri non hanno ricevuto alcun bollettino di pagamento a casa - conclude la Gelli - e secondo le informazioni che ho raccolto, non sarebbero stati spediti a domicilio per una questione economica, per risparmiare». I legali interpellati, confrontando la giurisprudenza in materia, valuteranno quali azioni intraprendere, ma sembra che non vi siano molti precedenti con tombe marchiate da adesivi, che mettono in piazza chi non ha pagato il canone per le luci votive. «Poi come si fa a dire che uno non vuol pagare - conclude l'esponente di Fratelli d'Italia -, se non è arrivato nessun bollettino di pagamento a casa». Nel frattempo gran parte degli avvisi sono stati rimossi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
