Nella nebbia è racchiuso il fascino di un'intera città
Fa perdere il senso del tempo. Non si capisce più che ore siano, specie quando resta immobile e fitta per tutto il giorno
La nebbia fa perdere il senso del tempo. Non si capisce più che ore siano, specie quando resta immobile e fitta per tutto il giorno. Ci si alza al mattino con la nebbia e si va a letto la sera con la nebbia. Sono così certi giorni dell’anno a Ferrara e dintorni. Giorni in cui l’umidità la fa da padrona, in cui ci si ritrova con capelli e vestiti bagnati pur senza che sia caduta una goccia di pioggia.
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Molti la maledicono e altri la ricordano con nostalgia. Sì perché nel bene o nel male la nebbia è una delle cose indimenticabili di questa terra. La nebbia ha contribuito a rendere Ferrara la città metafisica di De Chirico o la città dell’incomunicabilità di Michelangelo Antonioni. «Una volta - dicono i vecchi - la nebbia era così fitta che ci potevi appoggiare la bicicletta!», forse è la verità o forse solo un ricordo ingigantito dal tempo passato; fatto sta che da queste parti, ieri come oggi, si parla di muri di nebbia perché, parlare di “banchi”, sarebbe riduttivo.
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