Pinacoteca in Castello «Non siamo stati interpellati»
Le associazioni culturali ferraresi sono in fermento. La vicenda del trasferimento della Pinacoteca Nazionale nella sale del Castello Estense sta accendendo polemiche tra alcuni rappresentati del...
Le associazioni culturali ferraresi sono in fermento. La vicenda del trasferimento della Pinacoteca Nazionale nella sale del Castello Estense sta accendendo polemiche tra alcuni rappresentati del mondo intellettuale cittadino. Dopo le perplessità espresse da Ranieri Varese su un nuovo piano museale, tra l’altro non con discusso e ragionato, anche Gianni Venturi (presidente dell’associazione Amici dei Musei) interviene sul dibattito ed esprime le sue perplessità non tanto sul progetto di per se, ma per la mancata condivisione nella decisione che è stata presa senza nessuna comunicazione a suo dire alle associazioni culturali.
Ricordiamo che dal Ministero, guidato dal ferrarese Dario Franceschini, sono arrivati già i fondi necessari per la trasformazione e come primo provvedimento l’amministrazione comunale ha messo in cantiere un progetto di fattibilità per trasferire le opere - alcune delle quali anche di spazio molte ingombrante come il Polittico Costabili - dai due contenitori
Venturi parte anche da una questione storico-logistica. «Se la pinacoteca nazionale - afferma - è ora ospitata al Palazzo dei Diamanti, dimora rinascimentale dunque che custodisce opere rinascimentali, il Castello invece per quanto trasformato è monumento medievale quindi nonostante il mutamento rimane manufatto non coevo come i Diamanti. Ma si può discutere di tutto: resta il quesito di primaria importanza sul quale batte la mia considerazione. Perché dopo anni e richieste d'attesa l’amministrazione comunale e non ha mai interpellato le associazioni culturali cittadine prima di discutere l'importantissima dislocazione dei poli museali? Tutto qui. E non è poco. Mi pare di intuire che sia stata già presa una decisione sopra le nostre teste e senza consultarci, poi ci può stare anche la Pinacoteca al Castello, ma prima la cosa andava discussa ».
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