La Nuova Ferrara

Ferrara

nicastro e vertuani (confagricoltura)

È già il tempo del pomodoro

«Definire ora la strategia ed evitare la sovrapproduzione del 2016»

2 MINUTI DI LETTURA





«Adesso è il momento giusto per impostare il lavoro per la prossima campagna del pomodoro da industria». Questa è la prima considerazione della Federazione nazionale di prodotto di Confagricoltura riunitasi a Parma. «Siamo all'inizio di una nuova annata agraria e gli imprenditori stanno impostando il lavoro: decidere cosa coltivare e quali terreni investire - dice Marco Nicastro, presidente della Fnp pomodoro da industria di Confagricoltura -. Purtroppo non è positivo il bilancio della campagna appena conclusa: andamento climatico anomalo, problemi fitosanitari, ma soprattutto un prezzo della materia prima non remunerativo sull'intero territorio nazionale».

Ecco quindi che la Federazione ha ribadito la necessità di procedere secondo un'adeguata tempistica della contrattazione per garantire una giusta remunerazione del prodotto. L'adeguata tempistica si traduce in un confronto in tempi rapidi per scongiurare disfunzioni nella programmazione, mentre la giusta remunerazione equivale ad evitare un prezzo palesemente inferiore ai costi di produzione.

«Il 2016 è stata una annata decisamente infelice per il pomodoro da industria e per le aziende del Distretto del Nord - dice Gianluca Vertuani, vice presidente di Confagricoltura Ferrara - le superfici seminate a pomodoro superarono di circa 4000 ettari la soglia stabilita a inizio campagna e questo ha portato a una sovrapproduzione di quasi 2,8 milioni di tonnellate rispetto al limite previsto contrattualmente di 2,55 milioni, che ha fatto scattare le penalizzazioni. Se da un lato l'accordo con l'industria per il 2016 doveva prevedere una riduzione di superfici, dall'altro alcune organizzazioni di produttori hanno autonomamente ignorato questa indicazione che doveva garantire che non scattassero penalità per i produttori. Per la prossima annata occorre effettuare una accurata programmazione ed impostare una efficace strategia affinché non si ripeta lo stesso problema. Il percorso potrà essere agevolato dal lavoro dell'Oi Pomodoro Nord Italia, che ha elaborato una propria proposta che auspichiamo possa rivelarsi risolutiva. Per quanto riguarda il territorio ferrarese, nel 2017 ci si dovrà inoltre confrontare con una più che probabile ridotta capacità, da parte dell'industria, di lavorazione del prodotto». (a.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google