Gli Ebrei, il Sionismo politico e Ferrara
Oggi alle 11 nella Sala dei Comuni del Castello Estense si apre il convegno “Gli ebrei italiani e il sionismo: tra ricerca storica e testimonianze”, promosso dal Museo Nazionale dell’Ebraismo...
Oggi alle 11 nella Sala dei Comuni del Castello Estense si apre il convegno “Gli ebrei italiani e il sionismo: tra ricerca storica e testimonianze”, promosso dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) per indagare i rapporti tra gli ebrei italiani e il sionismo politico, coniato a fine Ottocento dal giornalista ungherese Theodor Herzl. Herzl visitò Ferrara nel 1904 per incontrarvi i primi italiani che avevano aderito al suo movimento teso a trovare una soluzione per gli ebrei dell’Europa dell’Est che subivano forti persecuzioni. Ad accoglierlo in città fu l’avvocato Felice Ravenna, figlio di Leone, che accompagnò poi Herzl nei suoi appuntamenti romani con il re Vittorio Emanuele III e con Papa Pio X. Dal 1901 Ravenna presiedeva la Federazione Sionistica Italiana, nata proprio a Ferrara e alla quale fu data nuova vita dopo la Prima guerra mondiale, nel 1918. Gli ebrei italiani che abbracciarono queste idee, sentendosi “liberi e felici” sul suolo italiano, si mobilitarono in favore di un rifugio in terra d’Israele per gli ebrei perseguitati di altri paesi. Più tardi, tuttavia, con l’ascesa del fascismo e con le leggi antiebraiche del 1938, l’idea di emigrare in Palestina per sionismo riguardò anche gli ebrei italiani.
Il convegno modulato tra ricerca storica e testimonianze, vede la partecipazione di Gabriela Padovano–Ravenna, nipote di Felice Ravenna, e di Israel Corrado De Benedetti, ebreo ferrarese che si trasferì in un Kibbuz, dopo aver sperimentato, nel novembre del 1943, l’arresto e l’incarcerazione a Ferrara. Ad aprire i lavori sarà il presidente del Meis, Dario Disegni.
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