Il “Coraggio” degli studenti centesi
CENTO. Le scuole medie dell'Istituto comprensivo Il Guercino di Cento, e le superiori Ipsia Fratelli Taddia di Cento hanno vinto il primo premio, nelle rispettive categorie, del concorso indetto da...
CENTO. Le scuole medie dell'Istituto comprensivo Il Guercino di Cento, e le superiori Ipsia Fratelli Taddia di Cento hanno vinto il primo premio, nelle rispettive categorie, del concorso indetto da Servizio Pubblico 'Il silenzio è dolo – Siamo l'Italia che sceglie il Coraggio'. Creativi, efficace e diretti, gli alunni e gli studenti centesi che a Casalecchio di Reno, sono stati premiati al cerimonia conclusiva del concorso, indetto dall'associazione di Comuni e Regioni che si occupano di antimafia e buone prassi, per il secondo anno consecutivo, dedicandolo al ricercatore Giulio Regeni. Presenti all'evento nazionale, le docenti delle medie dell'Ic1 Il Guercino di Cento, scuola che ha partecipato con un elaborato, a cui è andato il primo premio della Categoria “Fotografiamo il coraggio”, avendo ottenuto sulla pagina Facebook del concorso 251 “mi piace”. La giuria, composta da esperti, ha inoltre assegnato il primo premio della categoria scuole superiori, all’Istituto Taddia che ha partecipato con l'album “Fotografiamo”. Gli elaborati realizzati dall'Ic1 di Cento e dalle Taddia di Cento si sono distinti tra gli oltre 500 lavori presentati da 206 scuole di tutta Italia. Tantissime le attività presentate e le aule, le biblioteche, i laboratori teatrali, le aule magne dedicate e intitolate alle vittime innocenti delle mafie, della criminalità organizzata e terrorismo. A presentare l'elaborato, realizzato dalla 4ªP (2015/16), Rebecca e Andrea accompagnati dalle docenti Anna Zarri, Roberta Calzolari, Fiammetta Zanetti e Nicoletta Marchi che hanno curato il progetto: «Il nostro testimone è Pio La Torre – hanno spiegato - ma anche Rita Atria, testimone di giustizia. A lei abbiamo intitolato la biblioteca a questo per creare un ponte tra il silenzio omertoso e la consapevolezza che parlare significa restituire dignità alle persone. Da qui, la voglia di rompere quel circolo vizioso rappresentato dal muro dell'omertà per gridare affermare la dignità dell'uomo». (b.b.)
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