«La nostra Cgil appiattita sul No, ha difeso pure il Cnel»
La polemica dentro la Cgil arriva a scoppio ritardato, ma qualcuno ha sentito l’esigenza di manifestare solo il dissenso dalla linea del No sposata nazionalmente da Susanna Camusso e localmente da...
La polemica dentro la Cgil arriva a scoppio ritardato, ma qualcuno ha sentito l’esigenza di manifestare solo il dissenso dalla linea del No sposata nazionalmente da Susanna Camusso e localmente da Cristiano Zagatti. A farsi avanti sono 13 iscritti alla Cgil di Copparo (Salvatore Pece, Marco Mazzali già dirigente di primo piano della Cgil provinciale, Antonella Borsetti, Chiara Guerrini, Valeria Zanetti, Valeria Colombari, Cristina Franesi, Nicoletta Zambonati, Giulietta Graziani, Roberto Bisi, Anna Celati, Imelde Cinti , Giulia Minichiello). «Abbiamo sentito l'esigenza di intervenire nella fase post-referendum - scrivono nel loro documento - perché il nostro obiettivo non è quello di incidere o manipolare il giudizio di altri, che per quello che ci riguarda va sempre rispettato, ma piuttosto quello di esprimere un nostro giudizio sulle posizioni tenute (a tutti i livelli) dalla Cgil» scesa in campo «in modo convinto per il No». Per i 13 la Cgil non doveva appiattirsi sul No, ma lasciare «agli iscritti/cittadini la libertà di giudizio senza interferenze e nel pieno rispetto delle varie sensibilità politiche. A meno che non si fosse intravisto in questo passaggio referendario un pericolo per la democrazia e considerato Giorgio Napolitano, Matteo Renzi, Romano Prodi e qualche migliaio di altri tra politici, intellettuali e costituzionalisti dei pericolosi reazionari pronti a sovvertire con il Si alla riforma la vacillante democrazia italiana». Attaccano, senza citarlo, il segretario provinciale Zagatti schierato a difesa anche del Cnel: «Pochi hanno compreso inoltre l'appassionata difesa del costoso Cnel, da sempre improduttivo, ma da 60 anni sicuro approdo per i pensionati dalla politica di tutti i settori compreso il Sindacato».
Eccessi ch imputano a «quell'anti-renzismo a prescindere, tipico di culture politiche a noi un tempo lontane, che ha di fatto impedito a tutti una più attenta valutazione e un individuale pronunciamento finale». Su materie tipicamente sindacali rimproverano alla Cgil atteggiamenti ben diversi: «È risultato a molti incomprensibile l'assordante silenzio della Cgil seguito ai provvedimenti introdotti dalla Legge Fornero (Governo Monti con il fondamentale appoggio del Pd a direzione Bersani) che tante tragedie sta producendo nel mondo del lavoro e la intransigenza dimostrata verso l'attuale Governo che tra l' altro sugli esodati ha fatto importanti passi avanti». Aggiungono che la Cgil ha portato acqua, non sanno quanta, al mulino del No «mentre è certamente chiaro chi politicamente ha vinto anche con il nostro contributo».
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