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Profughi, soldi congelati Mancano ancora 4 milioni

Profughi, soldi congelati Mancano ancora 4 milioni

I rimborsi per l’accoglienza si sono di nuovo incagliati dopo un primo pagamento Alvisi (Asp): piccole associazioni in difficoltà e noi non possiamo fare anticipi

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È tutt’altro che risolto il problema dei ritardi nei trasferimenti ministeriali alle associazioni che si occupano dell’emergenza profughi. L’arrivo di una prima tranche di pagamenti arretrati, 1,7 milioni circa un mese fa, non è stato affatto il segnale di una ripresa regolare dei pagamenti dovuti, i famosi 35 euro al giorno pro-capite di spese sostenute dalle associazioni per vitto, alloggio, formazione, spostamenti e assistenza legale delle persone giunte in Italia per presentare richiesta di protezione internazionale. «Il flusso dei pagamenti si è nuovamente arrestato, si parla di una nuova tranche la prossima settimana ma su cifre piccole, mentre gli arretrati si accumulano mettendo nuovamente in fibrillazione in particolare le piccole realtà dell’accoglienza» testimonia Angela Alvisi, presidente dell’Asp, che fa da cabina di regia dell’emergenza profughi. Le cifre sono eloquenti: mancano del tutto i trasferimenti di luglio, agosto, settembre, ottobre e ormai anche novembre, che considerato il numero raggiunto dai rifugiati in provincia (siamo a quota 887 ai quali vanno aggiunti 152 partecipanti al progetto Sprar), fanno una arretrato complessivo di oltre 4,5 milioni.

Il nuovo blocco potrebbe essere effetto dello stanziamento dei fondi in legge di Bilancio, appena approvata dal parlamento ma che ha sempre bisogno di un po’ di tempo per rendere operativi i suoi meccanismi, mentre non è più utilizzabile la motivazione a suo tempo richiamata per i primi ritardi, cioè il braccio di ferro con l’Unione europea per lo stralcio delle spese profughi dal deficit consentito. In cabina di regia si sta valutando il da farsi, dopo le pressioni ufficiali dei mesi scorsi. In ogni caso le associazioni che fanno parte del raggruppamento vincitore della gara per l’emergenza profughi dovranno fare da sole, non potendo contare su anticipazioni da parte dell’Asp: «Non è ipotizzabile fare ricorso ad anticipi di cassa per somme così importanti, e nemmeno è giusto il principio. Non possiamo sostituirci al ministero» fa presente Alvisi.

Il problema ha una portata nazionale, e del resto i flussi dei rimborsi da Roma a Ferrara non si sono del tutto interrotti. Lo testimonia l’arrivo del contributo ministeriale relativo al quarto trimestre 2016 per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, 37.679,70 euro (45 euro a testa)che è stato incamerato dal Comune il 5 dicembre scorso a copertura dei costi sostenuti direttamente dall’Asp. Le cifre sono evidentemente di una scala diversa da quelle in ballo per l’emergenza profughi, ma il canale è aperto.

Stefano Ciervo

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