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Spreco alimentare Cia trova l’antidoto «È la vendita diretta»

Spreco alimentare Cia trova l’antidoto «È la vendita diretta»

La spesa in campagna corregge i comportamenti sbagliati Il coltivatore Garuti: «Funziona per aziende e consumatori»

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Un patto virtuoso tra produttori agricoli e consumatori come efficace soluzione "anti-spreco". E' questo il messaggio lanciato nel corso dell'assemblea di "La spesa in campagna", l'associazione di Cia - Agricoltori Italiani per la promozione e lo sviluppo della vendita diretta.

In Italia, nonostante lo spreco alimentare sia diminuito del 30% a partire dal 2008 - complice anche la crisi economica - finiscono ancora nella spazzatura 146 kg di cibo a persona, per un totale di circa 5 tonnellate all'anno. Una quantità enorme di prodotti deperibili che vengono semplicemente eliminati magari perché sono diventati "brutti" da vedere, anche se conservano le loro caratteristiche nutrizionali. Questo avviene nella Gdo ma anche e soprattutto tra le mura domestiche. Secondo i dati forniti, nel corso dell'assemblea, da Matteo Guidi di Last Minute Market - la società spin off dell'Università di Bologna fondata da Andrea Segrè che si occupa di combattere lo spreco alimentare - il 52-53% dello spreco è domestico mentre l'altra metà è diviso tra Grande distribuzione, trasformazione e produzione. Si sprecano alimenti per stili di vita e comportamenti scorretti e nel farlo si fa male all'economia, alla società ed anche all'ambiente perché se lo spreco fosse una nazione sarebbe la terza al mondo per emissioni di gas serra. Dati allarmanti che fanno emergere l'importanza della vendita diretta, del contatto diretto ed equo tra il produttore agricolo e il consumatore come soluzione per ridare valore al cibo ed evitare di sprecare un bene così prezioso. Un'opinione condivisa dai molti produttori ferraresi che da anni vendono direttamente presso le proprie aziende o nei cosiddetti mercati contadini. "La promozione e la vendita dei prodotti agricoli in maniera diretta - spiega Luca Garuti, imprenditore agricolo di Cia Ferrara che da anni ha scelto la vendita diretta - è una risorsa per le aziende e per i consumatori. Nel corso dell'assemblea de "La spesa in campagna" sono stati letti i dati di un'indagine sulla percezione dello spreco da parte dei consumatori ed è emerso che per la quasi totalità delle persone il mondo agricolo per cultura e tradizione non spreca. Bisogna partire da qui, da un rapporto di fiducia virtuoso tra l'agricoltore che produce i suoi prodotti e li vende a un consumatore consapevole che vuole mangiare prodotti freschi e di qualità". "Ovviamente la vendita diretta deve essere una fonte di reddito per il produttore e il consumatore deve avere un prezzo equo ma deve uscire dalla logica del comprare a prezzi stracciati. I mercati contadini o i punti vendita aziendali non sono discount, non sono negozi di ortofrutta dove si trova tutto ma luoghi dove ci sono prodotti freschi che seguono la stagionalità. L'agricoltore deve mantenere un patto di fiducia con chi acquista, spiegare che una mela o una pera che hanno qualche difetto superficiale non sono da buttare e l'estetica non è tutto. Questa sarebbe davvero una ricetta efficace per evitare lo spreco".

Andrea Tebaldi

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