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L’anno scorso hanno vinto i fiocchi rosa

Nel 2015 sono venute alla luce 418 bambine contro 377 bambini, è successo 14 volte in 116 anni

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Le donne nascono di meno, ma vivono di più. In 116 anni, dal 1900 a oggi, solo per 14 volte il numero delle neonate è risultato superiore a quello dei neonati, e una di queste si è verificata proprio nel 2015: 418 fiocchi rosa contro 377 fiocchi azzurri. Ma la durata della vita dei maschi mediamente più breve rispetto alle femmine fa sì che, nonostante una natalità a prevalenza maschile, in totale le donne risultano più numerose degli uomini: su 133.484 iscritti all’anagrafe 62.545 sono donne e 70.939 uomini.

Ecco l’analisi.

Anni Zero. Per ben tre volte nei primi dieci anni del Novecento si superano le tremila nascite. Il boom delle culle si registra nel 1902 con 3.200, mentre il meno prolifico è stato il 1900 con 2.791 nascite.

Anni Dieci. Nel 1914, quando l’Italia non era ancora in guerra, sono venuti al mondo 3.348 bambini. Nel 1918, ultimo anno della guerra, le nascite sono state appena 1.810 con un quoziente di natalità (nati ogni 1000 abitanti) che si è quasi dimezzato in quattro anni passando da 33,3 a 17,3.

Anni Venti. Il 1920 è stato l’anno più prolifico del secolo con 3.443 bambini e un indice di 32,5 nascite ogni mille abitanti. L’anno nero del decennio è stato il 1929 con 2.340 nuovi nati per un quoziente di 20,3.

Anni Trenta. Pronta ripresa nel 1930 con 2.396 nati. L’anno negativo è invece il 1936 con 2.025 bambini venuti alla luce e il quoziente che scende drasticamente a 16,9.

Anni Quaranta. Il sanguinoso secondo conflitto mondiale lascia il segno, l’annata con meno nati risulta il 1945 con appena 1.797 e un quoziente di 13,8, ma l’anno successivo con la conclusione delle ostilità e la ricomposizione di molte famiglie si assiste a un boom demografico con 2.675 nascite.

Anni Cinquanta. Il record è nel 1957 con 2.020 nuovi piccoli iscritti all’anagrafe e un quoziente di 14. L’anno meno prolifico è il 1951 con 1.814 nati per un quoziente di 13,3.

Anni Sessanta. Il boom economico porta anche benefici sul fronte demografico. Il 1964 risulta uno degli anni record del dopoguerra con 2.519 nati e un quoziente pari a 16. L’annata con meno lieti eventi si registra invece nel 1968 con 1.999 nati e il quoziente a 12,7.

Anni Settanta. L’anno più prolifico resta il 1970 con 1.906 nati e un quoziente di 12,2 a fronte dell’annata nera 1979 che scende sotto le mille unità.

Anni Ottanta. Fa registrare nel complesso tra i dati più bassi del Novecento, non a caso si inserisce il 1984 che passa alla storia come il meno prolifico del XX secolo con appena 678 nascite e un quoziente di 4,6.

Anni Novanta. Confermato il periodo di forte contrazione delle nascite, il dato peggiore nel 1995 con 722 nati (quoziente 5,3), il migliore nel 1991 con 819 nati e quoziente di 5,9.

Anni Duemila. Si passa da un 2000 con 815 nati (quoziente 6,1) al 2009 con 1.033 nati e il quoziente che sale 7,7, fino a scendere nel 2014 a 6,7 e 890 nati.

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