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Cento, verità sull’amianto killer: il pm ordina l’autopsia

di Daniele Predieri
Cento, verità sull’amianto killer: il pm ordina l’autopsia

Nuova imputazione per la morte dell’operaio della Baltur dovuta al mesotelioma: si indaga per omicidio, risultati tra due mesi: si torna in aula a febbraio e marzo

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CENTO. Erano con lui quando 5 anni fa scoprì di esser malato di mesotelioma pleurico maligno, una malattia che non lascia scampo. Con lui hanno vissuto gli ultimi anni, condividendo la malattia e tutto ciò che ne consegue, e infine lo hanno accompagnato e visto morire domenica 4 dicembre all’Hospice di Bentivoglio nel Bolognese. Non potevano mancare, dunque, Lunedì mattina nell’aula del processo, moglie e figlia di Giampaolo Brugioni, il tecnico della Baltur morto per mesotelioma, dice l’accusa, collegato all’esposizione dall’amianto che maneggiava durante le lavorazioni sulle caldaie e sulle guarnizioni in amianto all’interno dell’azienda centese dove ha lavorato per oltre 30 anni. In aula doveva esserci lui stesso, Brugioni, chiamato a testimoniare, aggiungendo quanto aveva già riferito incidente probatorio (un modo per congelare le prove, perché si aveva piena consapevolezza della possibilità che Brugioni potesse morire prima del processo, come è successo). Non ce l’ha fatta, e allora davanti al giudice Debora Landolfi e agli avvocati delle parti, Marco Martines e Alessandra Melandri (la difesa della Baltur, citata come responsabile civile e dell’imputato, il rappresentante legale dell’azienda, l’imprenditore Gianni Fava) e per la famiglia Brugioni, l’avvocato Daniela Boscolo, il pm Giuseppe Tittaferrante ha chiesto il cambio di capo d’imputazione (da lesioni a omicidio colposo), informando di avere già ordinato e informato le parti che l’autopsia è in corso da parte dei due periti della procura - medico-legale e oncologo - i dottori Marinelli e Barbieri, e che depositeranno i risultatati entro 60 giorni.

Il giudice Landolfi ha così aggiornato il processo al prossimo 23 febbraio, per fare il punto sul lavoro dei periti e quindi il processo entrerà nel vivo con il calendario fissato per tutto marzo, per cinque udienze: 16, 20, 23, 27 e 30 marzo. Un segnale, anche questo, sulla volontà da parte del tribunale di arrivare al più presto alla verità su questo caso, per valutare appieno se vi sia stata concausa tra il lavoro di Brugioni alla Baltur e la relativa esposizione all’amianto e alla sua malattia, prima, e al decesso, poi.

La stessa difesa ha già anticipato che valuterà la possibilità di rinunciare all’udienza preliminare: con la nuova imputazione di omicidio colposo, e sulla base dei risultati dell’autopsia, il processo sarebbe dovuto tornare indietro alla fase dell’udienza preliminare: «Una valutazione che come difesa faremo - spiegava ieri l’avvocato difensore Martines - nell’ottica di voler giungere alla verità al più presto su questo caso».

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