La miglior salamina è made in Rero
TRESIGALLO. Si è conclusa domenica la dodicesima edizione di "A zzuén al maiàl", manifestazione che riscopre le usanze, i profumi ed i sapori di un tempo, quando appunto in moltissime case coloniche...
TRESIGALLO. Si è conclusa domenica la dodicesima edizione di "A zzuén al maiàl", manifestazione che riscopre le usanze, i profumi ed i sapori di un tempo, quando appunto in moltissime case coloniche veniva "disfatto" il maiale. Nell'ambito della rassegna culinaria, durante la quale anche agli alunni della scuola elementare è stata mostrata la lavorazione della carne per l'ottenimento delle prelibatezze suine, si è tenuta la settima edizione della "gara della salamina": è stato Marco Lunghi di Rero ad aggiudicarsi il primo premio a giudizio di una giuria che annoverava tra i componenti il patron della Spal Francesco Colombarini, il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, la preside dell'Ipssar "Orio Vergani" di Ferrara, Roberta Monti, il pubblicista Alessandro Sovrani, il presidente provinciale Ail Gianmarco Duo, gli imprenditori Pilati e Occhiali, il medico Alberani, la presidente della sagra della salamina di Buonacompra, Alba Balboni.
Gli organizzatori ringraziano tutti i partecipanti, i volontari (che grazie al loro fondamentale contributo hanno permesso la realizzazione della sagra) e li rimandano al prossimo anno. «Siamo stati molto soddisfatti dell’ottimo risultato ella manifestazione - spiega l’assessore Simone Mazzini che ha le deleghe a Sanità, Ambiente, Innovazione Tecnologica e Scuola - colgo l’occasione per ringraziare l’associazione Pro Tresigallo e la Cooperativa Arte e Cultura che si sono adoperate per l’organizzazione di questa manifestazione».
Tante le presenze soto lo stand gastronomico che prevedeva due menù, Due i menù. uno verde al prezzo di 13 euro e uno rosso a 16 euro. Era comunque possibile degustare anche un solo piatto con servizio self-service. Il periodo invernale e segnatamente i mesi che vanno da dicembre a febbraio sono tradizionalmente legati al rito dell'uccisione del maiale. Una pratica diffusissima anche nelle nostre zone fino a qualche anno fa quanto moltissime famiglie che vivevano nelle campagne allevavano e uccidevano il maiale per ricavarne prosciutti, salami, cotechini, coppe, pancette, strutto e tante altre prelibatezze che consentivano di avere scorte alimentari per buona parte dell'anno.
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