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Bper guarda i conti Carife Passo indietro di Cariparma

Nuova Carife è nel mirino di Bper
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Nuova Carife è nel mirino di Bper

L’interesse della banca modenese sarebbe relativo al solo istituto ferrarese. La vendita in ogni caso non sarà a breve termine

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FERRARA. La Banca popolare dell’Emilia Romagna sta analizzando i più recenti dati di bilancio della Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, in vista di un’eventuale offerta per l’acquisto della banca. Le indiscrezioni dei giorni scorsi vengono confermate da diverse fonti, e disegnano un quadro in linea con poche dichiarazioni pubbliche relative all’argomento. La più fresca è di Xavier Musca, vice amministratore delegato di Credit Agricole, il colosso francese che controlla Cariparma: «Al momento non abbiamo progetti. Non stiamo guardando nè Carife nè altre banche italiane. Abbiamo sempre detto che in Italia vogliamo crescere e quello che abbiamo fatto oggi ne è la dimostrazione, anche se preferiamo la crescita organica alle acquisizioni». Il riferimento di Musca era all’acquisizione di Pioneer, trasparente la volontà del gruppo francese di lasciar raffreddare la pista Carife in vista, eventualmente, di novità.

Tutti, nel mondo bancario non solo nazionale, stanno in effetti guardando alla chiusura dell’acquisizione da parte di Ubi di Etruria, Marche e Chieti (si parla di un controvalore simbolico di 1 euro), e al prezzo con il quale passeranno ad Atlante le sofferenze delle tre banche e soprattutto di Mps, la maxi-operazione che farà da riferimento per il riordino dell’intero sistema.

Se Credit Agricole fa un passo indietro, l’altro gruppo che da sempre tiene d’occhio il dossier ferrarese, appunto Bper, è ragionevole che ne faccia uno avanti. Si tratta, spiegano le fonti, di valutazioni preliminari, poiché l’operazione non è certo nella fase decisiva, ma è presumibile che l’acquirente finale della banca ferrarese venga fuori da queste due realtà ben presenti sulla via Emilia, ma con sovrapposizioni tutto sommato gestibili una volta effettuata la fusione. La banca modenese è interessata alla sola Carife, mentre Cariparma aveva fatto filtrare un progetto relativo anche a Caricesena e Carim.

Bper sembra tra l’altro nelle condizioni ideali per lanciarsi in acquisizioni, a partire dal 2017 come aveva fatto presente qualche tempo fa il suo amministratore Alessandro Vandelli. La Bce ha infatti stabilito, per la banca modenese, un coefficiente minimo di capitale in termini di Common equity tier 1 pari al 7,25% dall’1 gennaio prossimo, e, sempre su base consolidata, il rispetto del requisito minimo del Total capital ratio del 10,75%. Al 30 settembre 2016, fa presente la banca, i due indicatori segnavano rispettivamente il 14,47% e il 15,98%, quindi ampiamente al di sopra dei valori richiesti dalla vigilanza europea. Anche Cariparma, tra parentesi, gode di buona salute patrimoniale, e la circostanza potrebbe consentire alle due banche di effettuare acquisizioni anche senza pesanti aumenti di capitale. (s.c.)

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