Ferrara resta sotto la media nazionale del valore aggiunto
Nella classifica del valore aggiunto la provincia di Ferrara resta sempre in coda all’Emilia Romagna e scende al di sotto della media nazionale. È quanto emerge dai dati pubblicati di recente dall’Ist...
Nella classifica del valore aggiunto la provincia di Ferrara resta sempre in coda all’Emilia Romagna e scende al di sotto della media nazionale. È quanto emerge dai dati pubblicati di recente dall’Istat, e relativi alla ricchezza 2014. Ferrara, intesa come territorio, occupa la 51esima posizione nazionale, subito dopo Pesaro-Urbini e un soffio prima di Rovigo, con 23mila euro di valore aggiunto pro capite totale, in leggero miglioramento rispetto al dato 2012. Il contributo maggiore a questo risultato viene dalle attività finanziarie e immobiliari, seguiti da industria e altri servizi. Il peso dell’agricoltura resta superiore a quello di quasi tutte le province vicine in classifica, con l’eccezione di Pistoia. Resta il fatto che tutte le altre province emiliano-romagnole sono ben lontane, visto che la più bassa in graduatoria dopo Ferrara risulta Rimini, con 26mila euro di valore aggiunto pro capite, che vale la 35esima posizione. La media nazionale, è il caso di ricordarlo, è 23.900.000 euro. Bologna è terza, dopo Milano e Bolzano, subito in scia c’è Modena e Parma si piazza al sesto posto. Reggio Emilia, Piacenza, Ravenna e Forlì-Cesena restano all’interno delle prime trenta posizioni, la provincia più “meridionale” delle prime è Arezzo, al 40esimo posto. Un dato comune a quasi tutti i territorio è il peso diventato quasi trascurabile delle costruzioni, che producono mille euro pro capite un po’ ovunque: il dato fa impressione, tenuto conto dell’importanza che il comparto aveva fino a una decina di anni fa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google