Messo a soqquadro il rifugio del Cai Futuro a rischio
Rubate panche, tavolini, un tosaerba, taniche di benzina canne da pesca e bombole di gpl. Secondo furto in due anni
ARGENTA. L’esistenza e futura attività del “casetto” del Club Alpino Italiano, la struttura riconosciuta come il rifugio più basso d’Italia del Cai(4 metri s.l.m.), è a rischio. Durante il weekend, i ladri lo hanno depredato. Non solo, oltre al furto hanno bivaccato all’interno lasciando i segnali inequivocabili di vandali. L’aver rubato i sei nuovi tavolini in legno con le gambe in ferro pieghevoli comprese le dodici panche pieghevoli anche queste in legno, di fatto rende impossibile accogliere i bambini delle scuole per fare attività di educazione ambientale; non si potranno più fare concerti come si è fatto per due anni con la rassegna “VallinArmonia” come non si potranno più ospitare nell’accogliente location situata tra il canale della Botte e il fiume Reno, gruppi di escursionisti di passaggio o anche intere famiglie. Se poi, si aggiunge che i malviventi hanno anche rubato un tosaerba, tre bombole di gpl di cui due piene, un focone, una tanica di benzina e persino canne da pesca, il quadro è poco rassicurante per pensare di riattivare il tutto pensare al futuro sapendo che questo è il secondo furto in due anni. L’avvilimento, ieri mattina, si toccava con mano quando Vittorio Campoli del consiglio della sezione argentana del Cai assieme al socio Armando Bardasi, hanno effettuato il sopralluogo per far vedere ai carabinieri del radiomobile della compagnia di Portomaggiore, l’entità del furto e soprattutto la tecnica utilizzata per depredare questo fiore all’occhiello. Da quanto è emerso, si ipotizza che i ladri hanno attuato l’incursione nel fine settimana; tagliato il lucchetto della sbarra posta lungo la via Cardinala, subito dopo il ponte sul Reno, i malviventi sono arrivati a bordo di un furgone(le tracce lasciate dai pneumatici sul terreno sono al vaglio dei carabinieri). Tagliati i cardini di una porta blindata, hanno avuto campo libero per caricare la refurtiva e svignarsela facendo perdere le proprie tracce. Ad accorgersi del furto è stato lo stesso Bardasi quando lunedì, facendo la solita camminata fin verso il “casetto”, ha notato la porta spalancata e ha avvisato Campoli e la presidente Emanuela Massari che, presenterà la denuncia.
Giorgio Carnaroli
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