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Provincia, domani si vota Il rebus del centrodestra

L’alleanza Lega-Fi ha fatto infuriare Fdi, che voterà per i sindaci civici La lista Pd-Fc-Psi ha la maggioranza in tasca. Comacchio e M5s si chiamano fuori

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Domani i sindaci e i consiglieri di 23 dei 24 Comuni ferraresi saliranno al secondo piano del Castello Estense per eleggere i 12 colleghi che formeranno il nuovo consiglio provinciale. Manca all’appello il Comune di Sant’Agostino che è commissariato dopo essere rimasto senza sindaco (Filippo Toselli ora guida il Comune di Cento) e aver votato per fondersi con Mirabello.

Gli elettori sono 348, ma i votanti saranno di meno. Forse parecchi di meno. I consiglieri comunali targati M5s hanno già annunciato che diserteranno l’urna - ce n’è una sola nella sala quadrata della Torre di San Paolo - in quanto non sono interessati a elezioni di secondo grado. Ma sono prevedibili altre defezioni dovute a cause di forza maggiore e soprattutto a fattori strettamente politici. Si sono chiamati fuori dalla mischia i consiglieri comunali di maggioranza (ex Cinquestelle) di Comacchio su indicazione del sindaco Marco Fabbri, che vuole tenersi le mani libere in vista delle amministrative del 2017.

Ma anche le divisioni che si sono create nel centrodestra potrebbero spingere qualche consigliere comunale a stare alla larga dal Castello. Oppure ad andarci per punire la lista Uniti per Ferrara formata da Lega e Forza Italia. «Uniti» è la parola che fa imbestialire i Fratelli d’Italia, che sono stati tagliati fuori, tanto che il coordinatore provinciale di Fdi Paolo Spath ha già annunciato che voterà per la lista civica “Noi per il territorio”. E il suo, essendo un consigliere di Ferrara, è un voto che pesa parecchio. Ma almeno un seggio Fi-Lega dovrebbero prenderlo visto che a loro volta possono contare su cinque voti pesanti di Ferrara (4 Fi e 1 Lega) e sul blocco di Bondeno.

Ferrara Insieme - la lista formata da Pd, Psi e dalla civica cittadina Ferrara Concreta - non dovrebbe avere problemi a conquistare la maggioranza dei seggi, visto che il centrosinistra è maggioritario in 16 Comuni. Qualche rischio lo corre la civica guidata dall’accoppiata di sindaci Cavicchi-Brancaleoni (Voghiera e Tresigallo), il cui successo è legato all’apporto dei consiglieri comunali di Cento, che hanno il peso specifico elettorale più alto; il voto di preferenza dei centesi (se ne può dare solo uno) sarà determinante.

Due anni fa si votò anche per il presidente, non questa volta in quanto il presidente resta in carica 4 anni. Per cui alla guida della Provincia resterà Tiziano Tagliani fino al 2018. Con la vittoria del Sì al referendum le Province continuano a esistere, ma con pochi soldi in cassa. (m.p.)

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