Eternit abbandonato sulla strada
La situazione in via Portoni riempie i social. Il sindaco Minarelli: controlli continui
PORTOMAGGIORE. Lo sfogo-segnalazione di una lettrice, una situazione a dir poco vergognosa (per chi l’ha determinata, s’intende), ed infine l’intervento del sindaco Nicola Minarelli. È l’ultima, triste puntata di quella che ormai è un altrettanto triste saga, quella dell’abbandono di lastre di eternit (piene di fibra di amianto, tipologia di minerale pericolosissimo per la salute dell’uomo). Succede in via Portoni Bandissolo, a Portomaggiore. Aperta campagna. Le notti gelide e nebbiose diventano complici di questi veri e propri delinquenti, come li definisce lo stesso Minarelli, «persone che potrebbero rivolgersi gratuitamente ad Area ed invece buttano questo materiale pericoloso lungo le strade. E dire - prosegue il sindaco di Portomaggiore - che tutti sanno che, se “beccati”, i trasgressori vanno incontro a denunce penali gravi, oltre che a sanzioni amministrative altrettanto gravi. Cosa fa il Comune? Noi - dice ancora Minarelli - cerchiamo di segnalare tutto quello di cui siamo testimoni, ad Area, non mancando mai di coinvolgere, ovviamente, la Polizia municipale». La lettrice che segnala l’ennesima bruttura di chi deturpa in questo modo l’ambiente (che è di tutti) sottolinea anche che la situazione è diventata insostenibile e chiede al primo cittadino di prendere provvedimenti urgenti. Il sindaco Minarelli si è subito messo a disposizione per chiarire la posizione del Comune.
Forse, infine, giova ricordare ancora che negli anni sessanta ricerche mostrarono come la polvere di amianto, generata dall'usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, provoca asbestosi e una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico. A Casale Monferrato, nell’Alessandrino, uno stabilimento disperdeva la polvere di amianto nell'ambiente circostante. Avendo la malattia un periodo di incubazione di circa 30 anni, coloro i quali risiedevano nelle zone intorno alla fabbrica negli anni '80 corrono oggi rischi per la salute: ad esempio, tra il 2009 e il 2011 sono stati registrati 128 nuovi casi di persone ammalate.
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