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«Personale, patti disattesi Ora stabilizzare i contratti»

Cgil e Cisl: troppe assunzioni a tempo determinato nelle aziende sanitarie S. Anna, in sofferenza emergenza e amministrativi. Incognita piano di rientro

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Troppi contratti a tempo determinato mentre il processo di integrazione tra Asl e Sant’Anna è rimasto incompiuto. I servizi amministrativi sono sguarniti di personale, come nei servizi di emergenza e nelle sale operatorie dell’azienda Sant’Anna. E il piano di rientro dell’azienda ospedaliera complica ancora di più il quadro. Dopo la dura presa di posizione del sindacato medico Anaao contro il direttore generale del Sant’Anna Tiziano Carradori, chiamato al rispetto degli impegni in materia assunzione di personale, sono Fp-Cgil e Cisl-Fp a prendere la parola dopo avere incontrato sul tema dell’occupazione i vertici dell’azienda Usl, il 6 dicembre scorso, e del Sant’Anna, il 13 dicembre. L’accordo regionale «relativo alle politiche occupazionali sottoscritto in data 2 novembre - scrivono i sindacati - è stato disatteso, in quanto pur rilevando l'impegno nell'elevazione del turn over oltre il 90%, dopo anni di quasi "immobilismo" nelle assunzioni, il lavoro in ingresso è tutto a tempo determinato e non si trova riscontro riguardo alle assunzioni extra turn over». Cgil e Cisl rimarcano che, in Asl, dai 54 tempi determinati a fine 2015 si è passati agli attuali 90, mentre per l’azienda ospedaliera da 46 si è saliti a 140.

Alle direzioni di entrambe le aziende viene chiesto «un reale impegno per stabilizzare tutte queste assunzioni nell'anno 2017», un passo inevitabile volendo evitare «il depotenziamento dei servizi». Carenze di addetti sono state ravvisate nel settore tecnico-amministrativo e non è accettabile «rinviare ogni valutazione alla conclusione del processo di integrazione dei servizi comuni, in quanto alcuni servizi sono in forte sofferenza». Inoltre l'atteggiamento dell'azienda Sant’Anna nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori «sta diventando inaccettabile - proseguono i sindacati - e assistiamo a un costante aumento dei carichi di lavoro in ambienti peculiari come le sale operatorie e i reparti d’urgenza. Luoghi dove non si può ragionare utilizzando sistemi di efficientamento e razionalizzazione» perché ne va della «vita delle persone». L'integrazione dei servizi tra le due aziende, oggi rallentata, «è necessaria - conclude la nota - e va costruita con reale impegno da parte di entrambe le direzioni in modo assolutamente paritario».

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