Truffa fondi sisma, Regione parte civile
«Al momento è impossibile escludere che esista un danno a carico della Regione». Con questa motivazione, ieri mattina, il collegio formato dai giudici Giacomelli, Lepore e Landolfi ha rigettato l’ista...
«Al momento è impossibile escludere che esista un danno a carico della Regione». Con questa motivazione, ieri mattina, il collegio formato dai giudici Giacomelli, Lepore e Landolfi ha rigettato l’istanza di una delle parti coinvolte nel processo sulla truffa per i fondi del terremoto che chiedeva di estromettere l’ente dal dibattimento. Il processo, dopo l’udienza filtro di ieri, inizierà il 20 settembre prossimo: saranno sentiti tutti i testi dell’accusa e della parte civile mentre l’11 ottobre dovrebbe essere completata l’istruttoria. Fuori resterebbe quindi solo l’eventuale data della discussione, con requisitoria, arringhe, eventuali repliche e sentenza.
Sei gli imputati del processo, imperniato sull’utilizzo dei fondi versati per la ricostruzione di un capannone della ditta Far di Dosso. A carico di tre imputati - Gianluca Alberghini, Cristiano Garutti e Stefano Anselmi - l’accusa di truffa aggravata per lavori che non sarebbero mai stati eseguiti a fronte di contributi riscossi dalla Regione e da spendere per la ricostruzione dell’immobile. Per altri tre imputati (Mara Vaccari, Filiberto Trevisani e Fabiana Borsari) l’accusa è invece di riciclaggio per aver utilizzato i fondi ricevuti illecitamente, secondo l’accusa rappresentata in aula dal pm Patrizia Castaldini, dall’azienda Far. Un settimo imputato era stato assolto in sede di udienza preliminare perché non è stata raggiunta la prova che fosse al corrente della truffa. La Far di Dosso era stata effettivamente lesionata dal terremoto e la cifra contestata nel processo rappresenta una quota-parte della somma complessiva (circa 2 milioni di euro) ottenuta per il ripristino dell’immobile. I legali degli imputati respingono ogni addebito e hanno dichiarato di poter dimostrare nel corso del dibattimento l’estraneità dei loro assistiti ai fatti contestati.
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