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«Ho dato una mano a chi ha perso tutto»

«Ho dato una mano a chi ha perso tutto»

Formignana, l’esperienza di Marcella Passarelli, volontaria della Croce Rossa a Camerino

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FORMIGNANA. Il terremoto che ha colpito il centro Italia ha visto una gara di solidarietà: sono stati tantissimi gli aiuti arrivati da tutta la popolazione italiana. A partire dalle raccolte di cibo nei vari paesi, passando per le donazioni tramite sms e la raccolta di materiali effettuate dai volontari di varie associazioni, tra le quali la Croce Rossa italiana, anche dal nostro territorio. Proprio una volontaria della Cri, Marcella Passarelli, residente a Brazzolo con un'attività di edicolante a Formignana, ha deciso di dare un contributo: Marcella infatti si è resa disponibile a partire per le zone terremotate per poter fornire un aiuto a sostegno di chi ha bisogno: così è arrivata la richiesta della Cri ferrarese con partenza immediata per Camerino, comune in provincia di Macerata, per una settimana. Marcella è partita carica di voglia di aiutare e mettersi a disposizione di tutti: è tornata con una visione differente del terremoto:

«Vedere dal vivo ciò che il sisma ha provocato-racconta la volontaria-è qualcosa che ti lascia un segno indelebile, i racconti di chi ha lavorato una vita intera per poi perdere tutti nel giro di 30 secondi provoca una tristezza infinita. Nonostante tutto le persone continuano ad avere speranza e voglia di ripartire, con l'auspicio di poter ricostruire ciò che è svanito, che si spera possa tornare ancora migliore di prima.». Prosegue il suo racconto:

«Riprendere la vita di tutti i giorni, anche se non sarà facile, è l'obiettivo che tutti si pongono sperando di rientrare al più' presto nelle proprie case, per le poche che hanno retto, e costruirne di nuove in totale sicurezza». Quando le chiediamo quello che ha svolto a Camerino, quali erano i suoi compiti, risponde: «Sono partita come volontaria generica, sta a significare che non avevo un compito preciso, ma variava di giorno in giorno a seconda delle necessità. La giornata del mio arrivo il compito è stata di sorveglianza notturna soprattutto per gli anziani che non hanno possibilità di muoversi. Finito il turno, mi sono recata a Norcia per montare una tenda per altri sfollati: non ho dormite per 35 ore (ride). E' stata un'esperienza fortificante, dalla quale ho imparato molto, che ho condiviso con tanti volontari Cri di tutta Italia, e con due del comitato di Ferrara , Roberto ed Angelo, persone meravigliose. Dopo quest'esperienza apprezzo molto di più' ciò che ho la fortuna di avere. Se mi chiedessero di ripartire domani? Lo farei».

Franco Corli

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