La Cassazione decide sui quattro milioni congelati a Mascellani
Mentre si sta tentando di dare un futuro al complesso immobiliare “Magazzini Darsena” da parte del curatore Enrico Baraldi, dopo il fallimento della società, (il complesso è all’asta giudiziaria,...
Mentre si sta tentando di dare un futuro al complesso immobiliare “Magazzini Darsena” da parte del curatore Enrico Baraldi, dopo il fallimento della società, (il complesso è all’asta giudiziaria, secondo tentativo il 17 febbraio, costo 25 milioni di euro), torna alla ribalta l’aspetto giudiziario sulla società “Magazzini Darsena” e sul sequestro dei beni del suo titolare, Roberto Mascellani, per 4 milioni di euro. Su questo sequestro proposto da procura e finanza e accolto e confermato dai giudici, è pendente il giudizio di Cassazione: si attende la sentenza definitiva, che dovrebbe essere decisa dal gennaio prossimo, in quanto ancora da fissare il pronunciamento dopo che il Riesame aveva confermato, nei mesi scorsi, il sequestro di primo grado. Secondo l’accusa- procura e finanza - l’ingegner Mascellani, accusato di bancarotta, avrebbe distratto beni per 4 milioni, con triangolazioni, dalla società poi fallita ed ora ritenuti dall'accusa frutto della distrazione. La difesa Mascellani ha sempre sostenuto non esservi nessuna distrazione e la regolarità e correttezza delle operazioni finanziarie. Secondo gli inquirenti, però, la distrazione dei 4 milioni si sarebbe concretizzata con un giro vorticoso di denari e titoli tra Ferrara, la Svizzera e le due banche d’appoggio, la banca del Piemonte e la Cassa di Risparmio di Cento. Un sequestro che dovrebbe servire - nel caso fosse confermato anche dalla Cassazione, arrivando poi alla confisca- a far fronte ai creditori del fallimento e rimpinguare le casse del curatore fallimentare. Ma seguendo il flusso di denaro e tracciando i soldi, gli inquirenti hanno scoperto anche un’altra piccola tranche di denaro e titoli che si presume distratti, ma che sarebbero oggi intestati ad un familiare di Mascellani: da qui il sequestro bis di una cifra di circa 80mila euro che è scattato in questi giorni dopo la richiesta di procura e finanza, accolta dal giudice. Si tratta di soldi di altra persona rispetto Mascellani, ma comunque, riconducibili alla presunta distrazione: anche su questo la difesa Mascellani eccepisce e presenterà ricorso al Riesame. (d.p.)
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