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la cgil prende posizione

Pensiline delle fermate dei bus in uno stato di abbandono

Pensiline delle fermate dei bus in uno stato di abbandono

CODIGORO. Sulla vicenda dei trasporti intervengono anche i sindacati. Lo fa la segreteria della Flc-Cgil. «Solo nell'ultimo mese sono già tante le denuncie che lavoratori pendolari , studenti e...

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CODIGORO. Sulla vicenda dei trasporti intervengono anche i sindacati. Lo fa la segreteria della Flc-Cgil. «Solo nell'ultimo mese sono già tante le denuncie che lavoratori pendolari , studenti e genitori fanno sulle pagine dei quotidiani locali relative alle condizioni inadeguate in cui si trova il trasporto pubblico della nostra provincia. La fotografia - si legge nella nota - emerge anche dai risultati dei questionari che come Flc-Cgil abbiamo sottoposto a studenti e docenti da cui risulta che i mezzi sono, oltre che obsoleti ,spesso sporchi e indecorosi, insufficienti rispetto al numero degli utenti nelle fasce orarie di ingresso e uscita delle scuole. La stessa cosa vale anche per le pensiline delle fermate dei bus che si trovano, in alcuni casi, troppi, in uno stato di abbandono e in apparente condizione di pericolosità per l'utenza sia per l'accesso che per la discesa». La Flc-Cgil denuncia « la mancanza di attenzione da parte delle istituzioni, se non qualche sindaco che mostra sensibilità all'argomento ed interviene nei confronti dell'utenza che lamenta ormai da anni le condizioni in cui si trova il servizio pubblico. La denuncia dei ragazzi non si ferma all'utilizzo del mezzo verso gli edifici scolastici, ma si estende anche ai giorni festivi, dove una corsa "all'alba ed una al tramonto" non consentono a loro di spostarsi verso luoghi di ritrovo e socializzazione ; opportunità culturali offerte dall'intera provincia agli istituti scolastici vengono elusi addirittura dalla scuola stessa per l' assenza di trasporto pubblico durante le ore di lezione. Davanti a questa situazione - chiue la nota - ci chiediamo quale modello educativo stiamo trasmettendo alle giovani generazioni, se già le condizioni di partenza della "cosa" pubblica sono indecorose ed inadeguata? Quale concetto di " bene comune" diamo loro? Chi se ne deve occupare? Anche qui sembra mancare un luogo istituzionale di partecipazione allargato anche ai giovani elettori di domani».

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