Povertà: arriva Res, il reddito di solidarietà
È riservato a chi ha Isee sotto i 3000 euro. Ma chi lo riceve si assume anche degli impegni
L’Assemblea Legislativa della Regione ha approvato l’istituzione del Reddito di Solidarietà (Res) con il voto favorevole di Pd e Sel, l’astensione di M5s, il voto contrario di Fi e Lega (erano assenti i gruppi Fdi e Altra Emilia Romagna). Al Reddito di solidarietà sono stati destinati 35 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale che si aggiungono ai 37 milioni che lo Stato ha erogato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all'inclusione attiva (Sia). La nuova legge regionale di contrasto alla povertà integra quella nazionale: infatti nel Sia si richiede la presenza all'interno del nucleo familiare di un minore, o di un figlio disabile, o di una donna in stato di gravidanza, condizioni non richieste dal Res; la legge regionale sostiene qualsiasi tipo di nucleo familiare, anche composto da una sola persona, per rispetto del principio universalistico.
.Le modalità di erogazione del Res saranno definiti entro 60 giorni, ma queste le regole di base: possono accedere al Reddito di solidarietà i nuclei familiari, anche unipersonali, di cui almeno un componente sia residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi; il reddito Isee non deve superare i tremila euro. L'ammontare massimo mensile del Res è di 400 euro per nucleo familiare. L'intervento sarà concesso per non più di 12 mesi, superati i quali il sostegno potrà essere richiesto solo trascorsi almeno altri 6 mesi. L'accesso al Reddito di solidarietà è incompatibile con la fruizione da parte di ciascun membro del nucleo familiare della Naspi (nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego) o dell'assegno di disoccupazione (Asdi), o di altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. Si stima che il Res regionale possa aiutare circa 23mila famiglie e più di 28mila individui. I beneficiari totali di Res regionale e Sia statale insieme risulterebbero così circa 35mila famiglie e 64mila individui
I consiglieri regionali del Pd Marcella Zappaterra e Paolo Calvano (tra i firmatari del progetto di legge) spiegano la radio della nuova legge: «Sarà un sostegno a singoli e famiglie che si trovano in condizione di grave disagio lavorativo ed economico, ma che si impegnano ad attivarsi per uscirne. Non quindi la mera elargizione di un sussidio, ma un percorso progettuale che a fronte di un beneficio economico richiede che siano garantiti la ricerca e l’accettazione di un eventuale posto di lavoro, la frequenza scolastica dei figli, la partecipazione a momenti formativi e più in generale un re-inserimento lavorativo e sociale».
Per il presidente della Regione Stefano Bonaccini con l’istituzione del Res « centriamo uno dei principali obiettivi e diamo seguito a un altro degli impegni prioritari che avevamo preso, per rimettere in circolo quella giustizia sociale e redistributiva che gli anni della recessione hanno fortemente indebolito, anche in Emilia-Romagna. Non dimenticare nessuno, guardare a chi ha più bisogno anche solo per aiutarlo a uscire da un periodo di difficoltà: credo che oggi la nostra comunità regionale abbia un’ulteriore».
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