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«Un atto che ha offeso vittime e comunità»

«Un atto che ha offeso vittime e comunità»

Il sindaco di Cento, Toselli, parte civile al processo: noi presenti per tutelare tutti i nostri cittadini

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Renazzo e Cento diventarono come Gotham City, in tutta Italia, in quei giorni del novembre scorso: l’allarme su rapina diventata omicidio e tentato omicidio deflagrò su giornali e Tv. E il Comune di Cento subito promise di costituirsi parte civile: così è stato. Ieri, dopo la sentenza il sindaco di Cento Fabrizio Toselli, ha spiegato le ragioni di questa scelta. Partendo dalla sentenza sulla quale, ha spiegato «non desidero esprimere ‘soddisfazione’, poiché mi sembra questa una parola inadeguata a una circostanza che ha visto una vita perduta e delle esistenze segnate per sempre. E francamente tutto ciò non potrà mai essere ripagato e riparato». «Mi soffermo - ha spiegato - unicamente a commentare il riconoscimento del danno al Comune di Cento per questo efferato reato. Credo che questo risultato sia portatore di un messaggio preciso: l’istituzione, che ha il diritto-dovere di garantire la collettività, vuole essere presente e tutelare i propri cittadini». «È stato infatti riconosciuto come il terribile atto commesso abbia offeso, non solo chi lo ha tragicamente subito, ma l’intera comunità, che ne è rimasta scossa e ha visto ledere il senso di sicurezza che dovrebbe essere principio ed elemento inviolabile in un Paese libero». E infine, parole alla famiglia Govoni-Ardizzoni, agli avvocati di parte civile (Mirabile e Gavioli) e ai magistrati: «Rinnovo la vicinanza a chi ha dovuto subire un atto di così grande violenza e il ringraziamento a quanti si sono adoperati perché venisse punito».

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