Goro ospita una famiglia Sono italiani sfrattati
Una donna ha ceduto a titolo gratuito un suo alloggio di Mesola a sei persone Raccolta fondi delle cooperative di pescatori per consentire anche la spesa
GORO. All'indomani delle barricate per l’arrivo dei profughi, il sindaco Diego Viviani, aveva prospettato di accogliere una famiglia per far vedere all’esterno con altri occhi, il volto di una comunità che non aveva detto no all'accoglienza, ma all'imposizione. Ora una famiglia finalmente arriva: una famiglia italiana destinata a far ancora discutere, dopo essere stata alla ribalyta televisiva, che arriva da Cavarzere, in provincia di Venezia, è che è in grave stato di disagio, per uno sfratto esecutivo. Un’accoglienza che è stata resa possibile grazie alla mobilitazione delle cooperative dei pescatori di Goro e di Gorino è un segnale ulteriore, lanciato per aiutare una famiglia, che ha già esposto la propria situazione un paio di volte in televisione, prendendo poi le distanze dal servizio realizzato da "Le Iene". La famiglia Grignella, padre, madre e quattro figli, tutti minorenni, dai 4 agli 11 anni da oggi sarà ospite di un alloggio di Mesola, di proprietà di una famiglia di Goro, che lo ha reso così disponibile per fronteggiare l'emergenza abitativa.
«La signora di Goro ha ceduto il suo alloggio di Mesola a uso gratuito sin quando la famiglia non troverà un'altra sistemazione - spiega Fausto Gianella, presidente della cooperativa di pescatori La vela di Goro -, e noi cooperative ci siamo subito adoperate con una raccolta fondi affinchè la famiglia possa andare al supermarket con buoni spesa. Ci è stato esposto il problema e subito, come è nostra consuetudine, abbiamo aderito in maniera compatta, con grande slancio». La famiglia avrebbe esposto recentemente nel programma "Dalla parte vostra", condotto da Maurizio Belpietro, la propria grave condizione di disagio, aggravata dal fatto che il capo-famiglia avrebbe perso il lavoro.
Nel frattempo il servizio de "le Iene" avrebbe fatto il giro dei social network suscitando indignazione e perplessità, ma la famiglia in questione non ne avrebbe autorizzato a monte la diffusione per il taglio assegnato alla vicenda. Ad aprire uno spiraglio di luce e a tendere una mano ad una famiglia finita suo malgrado sotto i riflettori delle televisioni, ci pensa ora una famiglia di Goro, che mette a disposizione un alloggio sfitto a Mesola ed il mondo delle cooperative dedite alla pesca di Goro e di Gorino, grazie ad un'operazione declinata in nome della solidarietà e dell'accoglienza tesa a sfatare l’idea che le comunità di Goro e Gorino non abbiano l’accoglienza nel loro dna.
Katia Romagnoli
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