La città diventa più sicura con il controllo di vicinato
Arriva anche a Ferrara e nelle frazioni il progetto “Controllo di vicinato”, già attivo in alcune città dell’Emilia Romagna, come Carpi o Castelfranco Emilia, ma anche in altre regioni italiane. Un...
Arriva anche a Ferrara e nelle frazioni il progetto “Controllo di vicinato”, già attivo in alcune città dell’Emilia Romagna, come Carpi o Castelfranco Emilia, ma anche in altre regioni italiane. Un progetto frutto dei 15 momenti di incontro che l’amministrazione ha fatto tra maggio e giugno con i residenti delle frazioni, allo scopo di individuare residenti che abbiano desiderio di fare parte di un progetto di cittadinanza attiva. L’obiettivo è tenere le antenne dritte sul territorio, migliorare il monitoraggio del quartiere da parte dei propri residenti, per identificare possibili elementi di rischio. Tra i volontari viene poi scelto un coordinatore, il cui compito è raccogliere le informazioni e le istanze ricevute dai residenti,per poi segnalarle alle forze dell’ordine. Il coordinatore dovrà fare un percorso di formazione, perché lo scopo è di ottimizzare l’afflusso di segnalazioni alle forze dell’ordine. I compiti chiesti ai volontari sono semplici, e vanno dalla segnalazione di auto sospette, a quella di sconosciuti che si aggirano nel territorio. Il progetto è stato promosso dal Comune di Ferrara, e vede la collaborazione della Prefettura, della municipale, dei carabinieri e della polizia di Stato. Ieri si è tenuto un primo incontro informativo, nella sede della municipale, per i residenti che l’amministrazione aveva già incontrato agli appuntamenti pre-estivi, e si è fissato per gennaio un altro incontro più operativo, di 3 ore. A nessuno è chiesto di fare servizi di ronda o di sostituirsi alle forze dell’ordine, ma si chiede collaborazione, in particolare attraverso il recupero di relazioni di buon vicinato. «Siamo un città fortunata - ha detto Anna Rosa Fava,portavoce del sindaco - perché abbiamo tanti cittadini desiderosi di essere protagonisti attivi e non indifferenti. L’obiettivo è creare un clima di serenità. La scorsa estate abbiamo incontrato i residenti e ci sono state adesioni al progetto, e abbiamo messo insieme 18 centri abitati, dai quartieri di città ai paesi». L’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi ha spiegato che «ci sarà un percorso che darà a tutti la cassetta degli attrezzi per diventare referenti di comunità per la popolazione. Nei prossimi mesi entreremo nel dettaglio e sperimenteremo il progetto che ha già registrato positive esperienze».
Veronica Capucci
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