«Mancano 12 milioni per il 2017»
Il presidente Tagliani: collaboro con tutti, senza altri soldi niente strade e scuole
Presidente Tagliani, lei è in carica per altri due anni per effetto della bizzarra legge di riforma e si appresta a formare la nuova squadra. Coinvolgerà anche stavolta le opposizioni?
«La situazione, come noto, è diversa rispetto a due anni fa, quando ci fu il listone. Se c’è comunque qualche disponibilità da parte dei consiglieri neoeletti, non sono certo contrario. Quando parliamo di incarichi e deleghe in Provincia, è bene ricordare che si tratta di impegni gratuiti, quindi è giusto valorizzare la buona volontà dei singoli. Siamo tutti eletti in rappresentanza dell’intero territorio, non di singoli pezzi, e questo è l’altro aspetto di cui tenere conto. In linea di massima, mi attendo da tutti gli eletti collaborazione e conoscenza dei problemi, perché il compito che ci attende è particolarmente difficile».
La Provincia sopravvive al referendum ma non ha soldi, è l’allarme ripetuto a più livelli. Qual è la situazione a oggi?
«I tagli alle risorse programmati negli anni scorsi sono incompatibili con i compiti e la struttura rimasti, anche dopo la cura dimagrante da 430 a 168 addetti. Nel 2017 ci mancheranno 12 milioni di euro per chiudere il bilancio, che nelle condizioni attuali non potremo approvare (entro il 28 febbraio salvo proroghe, dopo c’è il commissario ndr). Non si tratta solo di sterilizzare il taglio della Finanziaria 2014, che prevedeva un’altra riduzione di risorse di un miliardo di euro quest’anno, ma di recuperare i ritardi accumulati negli esercizi precedenti. Non saremo in grado di garantire la manutenzione di strade e scuole superiori».
L’anno scorso avete fatto fronte ai tagli anche con le vendite immobiliari: non è possibile fare la stessa cosa nel 2017?
«Nel 2016, è vero, abbiamo recuperato risorse dalla vendita di Palazzo Camerini, quest’anno stiamo programmando quella del palazzo ex provveditorato di via Carlo Mayr, e stiamo ragionando con l’Invim della cessione di palazzo Giulio d’Este, la sede della Prefettura. In quest’ultimo caso, però, si tratterebbe di aggiungere risorse da una parte e di togliere entrate di parte corrente, perché non ci sarebbero più gli introiti degli affitti.
Resta il fatto che abbiamo 13 milioni di entrate nostre, da Ipt e quota Rc auto, e 20 rimanenti di trasferimenti statali, mentre le spese complessive ammontano a 45 milioni di euro. I conti non possono tornare, è evidente».
Che tipo di gestione vi apprestate a varare, dunque?
«Dovremo attuare una spesa per dodicesimi (cioè il totale dei costi divisi per il numero dei mesi, ndr) molto attenta e prudente, in attesa che ci siano novità da Roma. Gli allarmi sono arrivati al livello massimo delle istituzioni». (s.c.)
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