Sanità Ferrara, per le mancate disdette in arrivo 30mila multe
Da aprile 2016 obbligatorio il preavviso se si diserta la prestazione prenotata. La prima tranche di lettere sarà spedita dall’Asl a gennaio, è possibile opporsi
FERRARA. Il fac-simile è già pronto per essere compilato con i nomi dei trasgressori. Distratti, negligenti o incolpevoli (quelli che potranno presentare una giustificazione) riceveranno tutti a domicilio la raccomandata che annuncia la sanzione per non aver disdetto un appuntamento sanitario inserito nell’agenda del Cup e poi disertato per i più svariati motivi (fondati o infondati). Alcuni riusciranno a motivare il mancato preavviso al Cup, che ha impedito ad altri utenti di poter usufruire di quello stesso appuntamento allungando le liste d’attesa.
Altri dovranno rassegnarsi e pagare una “multa” pari all’importo del ticket parametrato sullo scaglione di reddito più basso oltre al costo del recapito: 11,54 euro. In giacenza, negli uffici dell’Asl di Ferrara, ci sono dalle 25 alle 30mila lettere di contestazione che si sono accumulate a partire dal 4 aprile scorso, quando è entrata in vigore la legge regionale che impone l’obbligo di annullare una prestazione sanitaria prenotata quando si è impossibilitati a recarsi nell’ambulatorio in cui viene erogata. Le prime lettere di notifica erano date in partenza, a Ferrara e provincia, a giugno, poi il rinvio all’inizio di ottobre. La Regione ha infine deciso di centralizzare la procedura definendo linee guida e tempi uguali per tutte le province. L’ultimo incontro si è svolto a Bologna l’altro ieri con i responsabili degli uffici che gestiranno la massiccia e laboriosa operazione. La prima tranche di raccomandate (circa un migliaio) sarà consegnata alle Poste all’inizio del 2017. La contestazione copre una periodo retroattivo di nove mesi, perché fa riferimento alla data indicata per l’applicazione della normativa, cioè il 4 aprile 2016.
L’utente potrà fare opposizione inviando entro i 30 giorni successivi alla notifica lo «scritto difensivo» nel quale potrà addurre le ragioni dell’impedimento. Ragioni che poi saranno valutate dall’Asl e che dovranno essere ritenute valide ed essere documentate: in pratica non si potrà dire che quel giorno ci si è dimenticati o che si doveva partire per le ferie. Al Cup la comunicazione dell’annullamento deve essere data con un anticipo di almeno due giorni lavorativi rispetto al giorno fissato per la visita o esame. Come prescrive la norma, inoltre, all’utente responsabile della violazione verrà addebitato l’importo del ticket definito per le fasce di reddito più basse (fino a un importo massimo per ricetta pari a 36,15 euro) e non è escluso che lo stesso utente possa essere chiamato in causa più di una volta, se ha rinunciato - senza riferirlo per tempo al Cup - a più di una prestazione.
L’obbligo di disdetta riguarda tutti i cittadini, comprese le persone che hanno diritto all’esenzione (per esempio per reddito, patologia o invalidità).
A regime, l’obiettivo dell’Asl è di compiere una scrematura a monte dei possibili motivi di impedimento con i dati in proprio possesso (ricoveri, accessi al pronto soccorso) in modo da ridurre la quota di avvisi opponibili. Dopo il primo scaglione di spedizioni l’Asl valuterà il funzionamento e l’impatto del procedimento per mettere a punto eventuali aggiustamenti. Poi saranno trattati gli altri scaglioni fino all’esaurimento della giacenza e al trattamento dei nuovi casi maturati mese per mese.
Gioele Caccia
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