«Le parole del rifiuto sono più facili di quelle dell’accoglienza»
«Le parole dell’ospitalità sono faticose, quelle del rifiuto sono facili». Per Andrea Morniroli, della cooperativa sociale Dedalus, la principale responsabilità della politica, in tema di migranti, è...
«Le parole dell’ospitalità sono faticose, quelle del rifiuto sono facili». Per Andrea Morniroli, della cooperativa sociale Dedalus, la principale responsabilità della politica, in tema di migranti, è quella di non sapersi fare carico di questa complessità. Intervistato sul palco dell’Apollo dai ragazzi di “Occhio ai Media”, ha sottolineato quanto sia necessario al contrario calarsi nella realtà del proprio territorio. Un compito difficile, gravoso. Scansato a volte con frasi fatti, altre volte con slogan e strumentalizzazioni, cavalcando tigri elettorali. Per questo, ha aggiunto, le lacrime del sindaco Tagliani sono state un segnale importante, perché «se la politica avesse il coraggio di mostrare le proprie emozioni, si parlerebbe di migranti come esseri umani, e non come categoria».
«I migranti sono persone, come noi», è l’ovvietà spesso dimenticata che fa presente la stessa Camusso, notando un paradosso altrettanto evidente e altrettanto ignorato. Tanta paura e tanta diffidenza nei confronti degli immigrati. Eppure proprio a loro, alle cosiddette “badanti” così come alle baby sitter «affidiamo quanto abbiamo di più caro, i nostri bambini e i nostri anziani».
Da qui la «doppiezza tra la realtà, tra ciò che è utile e serve, e il dibattito pubblico». Essere migrante cancella tutto il resto: non sei più un ingegnere, non sei più un commerciante, sei solo un profugo, quasi dovessi accontentarti di essere sopravvissuto. «Vorrei tanto studiare, diventare medico», si oppone sorridendo una delle dodici “ragazze di Gorino”.
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