La Nuova Ferrara

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Muore schiacciato dal carrello elevatore

di Marcello Pulidori
Muore schiacciato dal carrello elevatore

Terribile fine per Federico Bonsi, 44 anni, dipendente del Cadf. Stava spostando della legna in un’area di sua proprietà

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COPPARO. Generoso, tanto da trascorrere una intera mattina a sistemare la legna che la famiglia custodisce in questa area privata. Una generosità che, ieri alle 14,45, Federico Bonsi, 44 anni, dipendente del Cadf di Codigoro, ha “pagato” al prezzo più alto: la vita. Schiacciato dalle forche di un carrello elevatore che Federico stava manovrando. Una tragedia terribile (infortunio mortale domestico, come è stato definito dai carabinieri di Copparo), quella che si è consumata in questo cortile di via Bottoni, strada che da Copparo conduce a Ponte San Pietro, una frazione di Copparo. È qui che Federico ha trovato la morte, in un sabato che doveva essere di quasi relax, come ci hanno riferito e confermato alcuni parenti stretti. Per lui, Federico, che vedeva quella piccola area di famiglia quasi come un passatempo. Un passatempo che ieri si è trasformato in una tragedia. La dinamica è ancora al vaglio, per certi versi, degli inquirenti: pare, tuttavia, almeno questa è l’ipotesi più accredita e vicina alla realtà, che Federico sia rimasto impigliato e successivamente schiacciato dalle forche del carrello elevatore. Una disgrazia cui, così, come qualcuno ce la racconta, pare quasi impossibile da immaginare. Con ogni probabilità, però, un movimento “maldestro”, accidentale, ha fatto finire il 44enne sotto le forche del carrello, forche che lo hanno schiacciato senza lasciargli scampo. Ma non viene scartata nemmeno l’ipotesi di un guasto al macchinario. Un uomo che con la famiglia abita a poche decine di metri dal luogo della tragedia, visto quanto stava accadendo ha urlato richiamando l’attenzione del fratello della vittima, Massimiliano, artigiano, che aveva raggiunto Federico in via Bottoni. «Fermati - ha “intimato” l’uomo a Massimiliano - vieni qui, è successo qualcosa». Ma quando il fratello e il vicino sono arrivati davanti al carrello elevatore, praticamente per Federico non c’era già più nulla da fare. Quando i medici dell’emergenza sanitaria sono arrivati non hanno, purtroppo, potuto fare altro che constatare il decesso del 44enne. Da quel momento in avanti un tragico tam-tam è partito da via Bottoni, per arrivare alle famiglie vicine e poi, ovviamente, alla compagna di Federico, Catia Sivieri, che con lui viveva in via Alta (la Gran Linea), sempre in territorio del Comune di Copparo, in una bella palazzina gialla che s’incontra sulla destra andando verso il mare, una casa divisa in due: da una parte la famiglia di Massimiliano, dall’altra quella di Federico. Due famiglie che si aiutano in tutto, che condividono quello che la vita può dare, che si vogliono bene. E che da ieri, purtroppo, in comune hanno anche un dolore in più.

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