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«Giusto punire le mancate disdette»

«Giusto punire le mancate disdette»

Vagnini (Asl) sulle trentamila “multe” da recapitare agli utenti. Punto nascita Delta: sì, sarà chiuso entro il 31 gennaio

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È stata la prima grana che ha trovato sul tavolo da direttore generale dell’Asl di Ferrara: la chiusura del punto nascita dell’ospedale del Delta di Lagosanto. Tre mesi dopo l’insediamento in via Cassoli, eccola, la grana è ancora lì, ma ha le settimane contate, un capitolo che si sta per chiudere tra le polemiche. Claudio Vagnini archivia l’anno e traccia il suo primo bilancio. «È stato un trimestre impegnativo e faticoso - dichiara alla “Nuova” - Ora ci stiamo preparando a gestire le priorità del 2017».

Sarà un altro anno difficile nelle previsioni del direttore generale, che inizierà con la spedizione dei 30mila avvisi di sanzione che si sono accumulati a partire dal 4 aprile scorso negli uffici dell’Asl per la mancata disdetta di prestazioni prenotate al Cup e poi disertate dall’utenza.

Un bel regalo di Natale, per i ferraresi: la multa più il costo della raccomandata.

«Ovviamente non sono contento di dover allestire un’operazione che imporrà il pagamento di una sanzione. Si tratta di una procedura programmata dalla Regione e con la quale assolutamente concordo. Il sistema sanitario regionale si è impegnato a ridurre le liste d’attesa, cioè i tempi per prenotare visite ed esami, e i risultati di questa azione sono stati molto positivi. Il progetto è stato confermato dalla Regione anche per l’anno prossimo. Chi si rivolge al Cup, diserta una prestazione e non dà la disdetta sta sottraendo quella prestazione alla disponibilità di un altro utente che vedrà allontanarsi la data in cui potrà usufruire del servizio. Spero che i cittadini capiscano che si tratta di un atto che va a beneficio di tutti. Anche gli utenti hanno dei “doveri”».

Come vi state preparando a gestire una procedura che comporterà migliaia di contestazioni e di possibili opposizioni?

«Non invieremo le lettere contemporaneamente, le divideremo per scaglioni. I tempi non saranno brevissimi ma arriveremo in fondo. Stiamo mettendo a punto tutti gli aspetti gestionali e amministrativi».

Gennaio sarà anche il mese in cui si chiuderà il punto nascita dell’ospedale del Delta.

«L’ho annunciato ufficialmente mercoledì scorso durante la riunione della conferenza dei sindaci ma se ne parla già da tempo. Il punto nascita sarà chiuso entro il 31 gennaio e nella prima settimana di febbraio partiranno i lavori per l’attivazione del servizio di Procreazione Medicalmente Assistita di II livello (vi lavorerà personale in arrivo da Cona). Dovremmo farcela entro giugno. È una decisione sofferta ma assunta nell’interesse dell’utenza. Mantenere reparti in queste condizioni sarebbe irresponsabile, la sicurezza dei nostri assistiti è una nostra priorità. Al Delta, purtroppo, siamo lontanissimi dai 500 o 1000 parti/anno, siamo intorno ai 160 e se si resta al di sotto di certe soglie il servizio diventa meno affidabile».

Il personale però è preoccupato. I dipendenti resteranno a Lagosanto o dovranno spostarsi?

«Stiamo definendo tutti gli aspetti, anche quelli legati ai trasferimenti. Abbiamo parlato con i sindaci, lo faremo con i sindacati. Una parte del personale resterà al Delta per gestire il percorso nascita, cioè le fasi pre-parto, un’altra parte sarà aggregata a Cona, dove serve personale per l’apertura di nuove sale operatorie».

Più in generale emergono timori sulla stabilità della rete ospedaliera.

«Non credo che siano motivati. Stiamo potenziando il pronto soccorso di Cento, stiamo lavorando per decentrare reparti chirurgici in provincia in collaborazione con l’azienda ospedaliera, a Cento e Argenta abbiamo aperto gli ambulatori di Chirurgia pediatrica. I lavori per la Casa della Salute di Bondeno sono stati avviati e contiamo di completarli entro due anni, il 2° stralcio aumenterà in modo consistente i servizi offerti, a cominciare dall’allargamento della Rsa. Il punto nascita di Cento resterà. E dovremo iniziare ad operare in sinergia con i centri più vicini: Mirandola, Bentivoglio, Pieve».

C’è anche il nodo, mai risolto, di Comacchio.

«Purtroppo, rispetto a quando mi sono insediato siamo al punto zero. Una serie di imprevisti mi ha impedito di incontrare il sindaco Fabbri nonostante siano stati fissati tre appuntamenti. Voglio riprendere in mano la questione, completare la Casa della Salute, potenziare l’Ospedale di comunità, fare entrare la Pediatria di Comunità. Spero assieme al sindaco di poter realizzare alcune di queste cose nel 2017 e confido molto nella collaborazione dei cittadini».

I sindacati le stanno inviando battaglieri messaggi sull’occupazione.

«Fra stabilizzazioni e nuove assunzioni siamo a 50 unità e le procedure sono in corso. Ci sarà una quota di personale in più, è una piccola boccata d’ossigeno. Nell’anno che sta per cominciare porteremo questa esigenza in Regione e ci auguriamo che venga recepita».

L’Hospice di Copparo è rimasto sulla carta.

«Su questo punto siamo ancora indietro, lo ammetto».

Gioele Caccia

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