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Gli studenti protestano «Maial ac fred al Roiti»

di Marcello Pradarelli
Gli studenti protestano «Maial ac fred al Roiti»

Ma dai controlli della Provincia in tutte le aule del liceo ci sono i 19 gradi pattuiti. I ragazzi contestano le misurazioni. Il tecnico inviato dal Castello le ribadisce

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Gli studenti del Roiti hanno ideato il local hastag #MaialAcFred per lanciare online la petizione con cui invocano calda solidarietà per i liceali che rabbrividiscono in classe. Nessuno rischia l’assideramento ma il disagio per il freddo è diffuso tra gli studenti (e pure tra gli insegnanti) tanto da coinvolgere la presidenza dell’istituto, che a sua volta ha chiamato in causa la Provincia cui spetta il governo delle caldaie. E dal Castello hanno inviato i tecnici per controllare le temperature. La mattina del 15 dicembre la verifica ha stabilito che è tutto in regola: ovunque - sia nella succursale di via Azzo Novello che nella vicina sede di via Leopardi - gli strumenti hanno misurato temperature di 19 gradi o leggermente superiori.

La legge. In realtà gli articoli 3 e 4 del Dpr 412 del 1993, che detta le regole per il contenimento dei consumi di energia, stabiliscono che negli «edifici adibiti ad attività scolastiche» (categoria E.7), stabiliscono che la temperatura non deve superare i 20 gradi e concede una tolleranza di ulteriori 2 gradi. Per farla breve secondo la legge a scuola tutti - chi studia e chi scalda solo la sedia - hanno diritto a 20 º Celsius.

Meno uno. Diritto che però dal 2013 è calato di un grado per gli studenti ferraresi. Nel settembre di tre anni fa , quando in Castello comandava Marcella Zappaterra, venne stretto con i presidi il “patto dei 19 gradi”, che da allora è rimasto in vigore. Il grado venne sacrificato sull’altare della spending review: era stato calcolato che il passaggio da 20º a 19º avrebbe fatto risparmiare 50mila euro alle casse sempre più esangui della Provincia, senza congelare l’attività didattica.

Contestazione. Ma i 19 gradi misurati dai tecnici della Provincia non convincono gli studenti che anche dopo il 15 dicembre continuano a sentire freddo. I rappresentanti d'istituto e della consulta provinciale del liceo scientifico Roiti a nome «di tutte le classi e di tutti gli indirizzi» sono usciti allo scoperto segnalando pubblicamente il problema finora rimasto confinato tra le pareti scolastiche. Nel documento inviato al giornale scrivono che con l’inizio della stagione fredda «hanno avuto delle sorprese non troppo piacevoli». Nei primi giorni in cui il sistema di riscaldamento è stato acceso «la maggior parte delle aule era ancora molto fredda. Abbiamo confidato che fosse un fatto fisiologico e ci siamo detti di aspettare che il sistema iniziasse a lavorare a pieno regime. Oggi dovrebbe essere così, eppure la situazione non è cambiata». Così si sono «armati di termometri» con i quali hanno misurato temperature «al di sotto di quella legale, definita nel Dpr 412/93». Non si fa menzione di quanto la temperatura fosse al di sotto, mentre si annota che «la condizione che si è creata non ci mette a nostro agio e provoca del malcontento anche nelle file dei professori e del personale Ata».

Misurazione. Il documento studentesco contesta anche le misurazioni fatte dai tecnici chiamati dal preside: «I loro risultati mostravano che non c'era nulla di anomalo, la temperatura minima si raggiungeva. Si sono ripresentati dietro nuove richieste, per molteplici volte, e hanno sempre rilevato delle temperature a norma. Ma come sono state fatte queste rilevazioni?». Nel documento si sostiene che i tecnici «si sono sempre presentati in mattinata inoltrata, così hanno misurato le temperature di aule che venivano già riscaldate da ore» e che «le rilevazioni sono state fatte in prossimità dei termosifoni».

Conclusioni: 1) «Le misurazioni evidentemente non rispecchiano la realtà dei fatti»; 2) «Alcuni studenti si sono visti costretti a uscire da scuola motivando la giustificazione con il troppo freddo; 3) «Sono stati chiusi gli occhi da parte della Provincia di fronte a questo problema, rilevato da tutte le componenti scolastiche e non è stato mosso un dito per migliorare la situazione. Tutto ciò è inaccettabile».

La mano sul fuoco. Leonardo Bottoni, il tecnico che per la Provincia si occupa delle scuole, afferma al contrario che giovedì 15 in succursale il controllo è iniziato alle 8.30-8.40 alla presenza del vice preside Raimondo, per poi proseguire in sede sotto l’occhio vigile di un altro dirigente del Roiti. Garantisce Bottoni che sono state controllate più aule e che in tutte la soglia dei 19º era stata raggiunta; precisa che in un’aula un termosifone non funzionava e che è stata avvisata la ditta per provvedere.

Percezione. A questo punto forse bisogna chiamare in causa la percezione. I gradi percepiti - come insegnano i meteorologi - non sempre corrispondono a quelli effettivi. L’umidità (insieme al vento) è il fattore decisivo: un'alta percentuale di umidità amplifica la temperatura percepita,: verso il basso se fa freddo, verso l’alto se fa caldo. Esistono anche degli indici piuttosto complicati per calcolare lo scostamento tra temperatura effettiva e percepita. Meglio non spargere la voce o al profe di fisica e matematica potrebbe venire lo schiribizzo di trasformare un disagio in un compito in classe. Roba da far venire i brividi.

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