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«Lavorava qui da poco ma avevamo legato subito»

«Lavorava qui da poco ma avevamo legato subito»

Il cordoglio dei colleghi per la morte del 44enne schiacciato dal muletto Stricchi (Cadf): siamo tutti vicini alla famiglia in questo terribile momento

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 Un dolore immenso, inaspettato e inaccettabile ha colpito la comunità di Copparo che è rimasta muta davanti alla morte di Federico Bonsi, l’uomo di 44 anni rimasto schiacciato dal carrello elevatore del muletto. Una morte assurda e forse anche per questo ancora più difficile da accettare. Bonsi lavorava al Cadf ed è il direttore Silvio Stricchi a ricordarlo: «Lavorava per noi da qualche mese - dice con un filo di voce - Era entrato con un concorso pubblico, un uomo davvero in gamba. Gli era bastato pochissimo tempo per integrarsi e avere un ottimo rapporto con i colleghi. Siamo vicini alla famiglia, e parlo davvero a nome di tutto il personale».

A Copparo il cordoglio per la scomparsa di Bonsi è davvero grande. L’uomo, 44 anni, era conosciuto e stimato nella comunità: in passato aveva lavorato per la Silla, anche se non nel centro operativo di Copparo, poi una collaborazione con il fratello Massimiliano, artigiano, e da poco, come detto, il passaggio al Cadf. Ieri mattina, alla villetta bifamiliare che divideva assieme alla compagna Catia, con la famiglia del fratello, nessuno rispondeva alle chiamate. Diversi amici, nella mattinata di ieri, si erano recati a portare conforto alla famiglia, comunque, stringendosi attorno ai familiari che si sono chiusi nel dolore per la terribile perdita. «Non me la sento. Non me la sento proprio», ha detto la cognata quando chi scrive le ha chiesto di condividere un ricordo. La tristezza era percepibile e comprensibile. Dal cortile, un “cagnone” dallo sguardo buono sembrava abbaiare solo per dovere. A Copparo, la voce di quanto accaduto in quel cortile a Ponte San Pietro si è sparsa in fretta, nonostante la tragedia sia avvenuta in un nebbioso sabato pomeriggio. In molti hanno cercato di capire la dinamica del terribile incidente, ma al momento si possono solo proporre delle ipotesi, in attesa dei passi degli inquirenti. Le indagini, comunque, sono chiuse in uno stretto riserbo. Anche coloro che hanno prestato materialmente i primi soccorsi hanno preferito mantenere il silenzio. Al momento per il funerale non è stata fissata alcuna data. Prima dovranno essere sbrigate tutte le pratiche formali legate alla triste vicenda.

Alessandro Bassi

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