Profughi, accoglienza anche senza il consenso dei Comuni
Nuova convenzione fra Asp e Prefettura. "Occuperemo gli spazi idonei all'ospitalità dei richiedenti asilo anche senza il sì dei sindacii"
FERRARA. Dal "pasticcio di Gaibanella" e l'annunciato rifiuto del sindaco di Ferrara a rinnovare la convenzione con l'Asp per la gestione dei richiedenti asilo, a un nuovo patto tra il territorio e la Prefettura per coinvolgere (e in caso scavalcare) anche i Comuni recalcitranti. Vede e rilancia, dunque, la nuova convenzione tra Asp e Prefettura siglata stamane (20 dicembre) dal Prefetto Michele Tortora e dalla dirigente Angela Alvisi. L'accordo, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2017, se per molti aspetti ricalca il testo della convenzione precedente, dall'altro introduce una novità mirata a ottenere una distribuzione più equa dei migranti (attualmente 1019 tra gli 870 di Mare Nostrum e i 150 dei programmi Sprar) sul territorio provinciale, includendo anche quei Comuni che fino ad ora hanno disertato l'accoglienza. "Dovunque troveremo strutture pubbliche idonee a ospitare profughi, procederemo a occuparle anche senza il consenso della locale amministrazione", ha chiarito il prefetto. Il precedente delle barricate di Gorino però insegna che la rivolta popolare può riuscire a bloccare le requisizioni, e per questi e si punterà a ottenere massima collaborazione.
Per questo il Tavolo di coordinamento, che in precedenza era limitato a Prefettura, Asp, Questura e Cri, sarà ampliato includendo anche, come recita l'articolo 8 della convenzione, "Comuni della provincia di Ferrara o soggetti da loro delegati, anche nell'ambito dei Comitati di Distretto, comunque in numero non inferiore a 3 e non superiore a 5". Tutti sono chiamati a fare la loro parte nella ricerca di spazi di accoglienza, sia pubblici che privati, non sedersi a quel tavolo significherà essere esclusi da decisioni che, in ogni caso, saranno prese. "Sarà interesse dei Comuni a esserci, comunque vada si andrà avanti - ha detto Angela Alvisi - Mi piacerebbe sapere cosa farebbe il sindaco di Bondeno (Fabio Bergamini ha fatto del rifiuto ad accogliere profughi una bandiera di "disobbedienza civile", ndr) se si trovasse nelle condizioni dei suoi colleghi siciliani che hanno di fronte il mare. Ributterebbe in acqua la gente che arriva stremata? Li farebbe annegare"?, si chiede ricordando che gli sbarchi sono costanti e che il numero di profughi presenti nel Ferrarese è soggetto a continui aggiornamenti.
Un altro punto della convenzione riguarda il bando di gara per l'affidamento, da parte di Asp, del servizio a soggetti terzi, attualmente un'Ati di 13 associazioni di cui è capofila Camelot. In passato l'affidamento diretto del servizio aveva attirato le critiche dell'Anac (Anticorruzione). L'accordo apre alla libera concorrenza prevedendo che Asp e Prefettura individuino per la gara d'appalto (quello attuale scade il 31 marzo 2017) un Responsabile Unico del Procedimento.
Se quello degli spazi è un grosso problema (in alcuni Comuni, a cominciare da Ferrara, si è raggiunta la saturazione, come ha sottolineato il Prefetto), non meno grave è quello delle risorse: gli stanziamenti dal ministero (i 35 euro pro capite al giorno) sono bloccati da fine giugno, e questo ha comportato ritardi nelle retribuzioni quando non addirittura il mancato pagamento del personale delle associazioni impegnate nell'accoglienza. "Altro che business", sbotta la Alvisi, proponendo di inviare una lettera alle banche di riferimento per chiedere di anticipare le somme garantite dal ministero dell'Interno.
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