La Nuova Ferrara

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emergenza freddo

Senzatetto trovano rifugio al pronto soccorso di Cona

di Gian Pietro Zerbini
Senzatetto trovano rifugio al pronto soccorso di Cona

Ferrara. Chiamano l’ambulanza e si fanno ricoverare per trascorrere la notte al caldo

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FERRARA. “Ricoverati per freddo” al Pronto Soccorso. È quanto si verifica da alcuni giorni a questa parte, da quando i rigori del clima cominciano ad essere inclementi soprattutto per chi non ha un tetto da ripararsi e un termosifone o una stufa per scaldarsi da una temperatura che adesso non fa sconti, soprattutto nelle ore notturne.

Succede sempre più frequentemente che alcuni senzatetto, non solo del territorio comunale di Ferrara, ma anche nella vicina Santa Maria Maddalena, chiamino l’ambulanza per farsi ricoverare, lamentando un mal di testa o un’altra complicanza di salute. I sanitari li trasportano al Pronto Soccorso di Cona dove vengono messi in barella in un corridoio vicino al Posto di Polizia situato all’interno dell’ospedale, vicino al triage e trascorrono così la notte al caldo fino al mattina quando vengono svegliati e ritornano in città in autobus.

È un altro fenomeno di povertà che evidenzia le sue punte più acute, di questi senza casa che invece di provare a chiedere ospitalità nelle strutture preposte per la prima accoglienza, preferiscono adottare questi stratagemmi per trascorrere la notte al caldo.

Vero anche che il Pronto Soccorso, specie in questi giorni e in queste notti è preso d’assalto da decine di persone che hanno bisogno di cure urgenti e non deve essere scambiato per un dormitorio pubblico. Sono altre le strutture per assolvere a questo genere di servizio. Molto spesso sono le stesse persone che ricorrono alle presunte cure del posto di primo soccorso del Sant’Anna per poter stare poi tutta la notte al caldo.

Occorrerebbe in questi casi, anche da parte dei servizi sociali verificare lo stato di disagio di queste persone ed eventualmente cercare di capire come ovviare a questa situazione e a impedire di usare un’ambulanza come taxi e un pronto soccorso come dormitorio pubblico, in un ospedale che presenta in certi orari vere criticità nell’accoglienza dei pazienti. Anche perché non è quella la soluzione del problema, anzi.

Quella dell’emergenza freddo diventa un problema sociale molto diffuso specie quando le temperature di notte scendono sotto lo zero e anche le persone che solitamente vivono in luoghi fortuna si trovano in grandissima difficoltà.

La chiusura della stazione ferroviaria, avvenuta lo scorso giugno, ha tolto a tante persone un altro punto di riparo sicuro per evitare di trascorrere la notte al freddo. Ora sono costrette a spostarsi in altre zone della città e in rifugi di fortuna dove trascorrere le ore più fredde senza congelarsi.

Ricordiamo che sono operativi in città servizi di accoglienza con stanze e dormitori per i senza tetto gestiti dall’Asp o da altre associazioni di volontariato come Viale K.

Ci sono a disposizione dormitori maschili e femminili in strutture in via XX Settembre e in via Modena con posti ancora disponibili. Il disagio per il freddo, proporzionalmente con quello sociale ed economico, è aumentato nella popolazione ferrarese con persone in stato di grande povertà che sono aumentate.

Anche l’ultima indagine sulle condizioni di vita a Ferrara, prodotto dall’ufficio statistica del Comune di Ferrara in accordo con l’assessorato ai servizi alla persona. Il 72% dei ferraresi, secondo questa indagine possiede una casa di proprietà; il 21% vive in affitto e il restante 7% in subaffitto o altro titolo di godimento dell’abitazione. C’è una fascia di popolazione che non ha casa e vive in alloggi di fortuna e c’è purtroppo anche una parte di cittadini, per lo più clandestini ed abusivi, non censita, che abita in baracche e similtende di fortuna.

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