«Via la Scuola di Medicina È nata una super-facoltà»
Il rettore: insieme Medicina, Farmacia, Chimica e Biologia. Crescono le matricole «Ridurremo i corsi a numero chiuso». A rischio dieci Scuole di specializzazione
Qualcuno, ieri, in platea ammetteva un po’ spaesato: «Zauli? Non saprei riconoscerlo». In effetti le uscite pubbliche del rettore nell’ultimo anno, il primo completo del suo mandato, si sono contate sulle dita di una mano. «Sarò molto impegnato in ufficio - aveva annunciato quando aveva assunto le redini dell’ateneo - in molte occasioni ufficiali mi farò rappresentare». Il primo bilancio di questo lavoro, annunciato nel 2015 nei giorni dell’insediamento, Giorgio Zauli l’ha presentato ieri nella sede di Giurisprudenza, durante la cerimonia di celebrazione dell’apertura del 626° anno accademico.
I dati indicano che il numero degli immatricolati è cresciuto di 233 unità, fino a quota 3.602. E Zauli annuncia: «Per attrarre studenti di qualità continueremo a investire sulle politiche di orientamento». Il 2016 è stato l’anno in cui l’ateneo ha approvato il nuovo statuto e vari regolamenti. Per Medicina e dintorni è andata in porto una vera rivoluzione. La Scuola di Medicina, nata solo alcuni anni fa dalla fusione di tre Dipartimenti di area medica (Morfologia, Chirurgia e Medicina sperimentale; Scienze biomediche e chirurgico specialistiche; Scienze mediche) è finita in archivio per lasciare il posto alla Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzioneche raccoglie sotto un unico cappello Morfologia, Chirurgia e Medicina sperimentale, Scienze biomediche e chirurgico specialistiche, Scienze mediche, Scienze chimiche e farmaceutiche, Scienze della vita e Biotecnologie. Un maxi-contenitore che nelle intenzioni del rettore, ha spiegato ai giornalisti, «dovrà agevolare gli studenti che arrivano a Medicina (accesso regolato dal numero chiuso) passando per altre strade, come Farmacia o Biologia. Ora avranno più chance di recuperare i propri crediti formativi nel cambio di corso, ma con la nuova facoltà “allargata” sarà anche possibile sfruttare al meglio alcune risorse e strutture comuni, come i laboratori». Il preside, Melchiore Giganti, radiologo ed esperto di Medicina nucleare, è stato eletto pochi giorni fa. Con l’istituzione della nuova facoltà è stata soppressa anche la Scuola di Farmacia. La Prevenzione, ha sottolineato Zauli, dovrebbe diventare una sorta di marchio di Unife, prendendo le mosse dagli studi del prof. Francesco Conconi sui benefici effetti dell’esercizio fisico nella lotta alle patologie cardiovascolari e tumorali e acquisendo i risultati del lavoro del cardiologo Roberto Ferrari, a cui fanno capo il progetto “Ferrara città della prevenzione” e la carta del rischio cardiovascolare già messa a disposizione del personale dell’università. La nuova facoltà «avrà anche il compito di creare un raccordo con i corsi di dottorato di ricerca e con le scuole di specializzazione, fra cui le due scuole di recente istituzione: Emergenza urgenza e Geriatria». Unife punta ad eliminare il numero programmato per i corsi di laurea in Scienze biologiche e di Biotecnologie; il tetto è già stato soppresso per Economia. Le nuove norme in vigore dal 2018 che impongono la presenza di almeno due professori (esperti della materia) nelle Scuole di specializzazione mettono a rischio una decina di comparti specialistici: Anestesia e Rianimazione, Pediatria, Geriatria, Emergenza/Urgenza, Psichiatria, Ortopedia, Medicina legale, Orl, Ostetricia,Oncologia medica. «In parte - ha detto Zauli - confidiamo sull’abilitazione scientifica di alcuni nostri ricercatori (per il passaggio ad associato, ndr). Dove ciò non fosse possibile si ricorrerà a professori esterni o cercheremo alleanze con altri atenei, come Modena e Reggio».
Altra spina sono i costi. «Nel 2016 si è registrato un aumento delle spese per il personale e gestionali. Intendiamo ridurre - ha rimarcato Zauli - le spese per contratti di insegnamento esterni e riconsiderare alcuni contratti di servizi particolarmente onerosi». Sul fronte patrimoniale nei prossimi mesi si darà corso alla progettazione definitiva del restauro anti-sismico dei Palazzi Renata di Francia, Strozzi, Tassoni Mirogli e Gulinelli, un investimento da 44 milioni di euro (9 milioni a carico di Unife). Altri 17.5 milioni saranno impiegati per per l’adeguamento della Casa dello Studente, del Polo scientifico Tecnologico, di Palazzo Turchi di Bagno e per le sedi di Giurisprudenza e Architettura. Nel 2016, intanto, sono state completate le infrastrutture del Tecnopolo. (gi.ca.)
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