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Bondeno, tempo di bilanci anche per gli “osservatori”

Bondeno, tempo di bilanci anche per gli “osservatori”

Il voto sui conti pubblici (previsto il 12 gennaio) sarà anche un banco di prova Soprattutto per l’attività dei volontari che collaborano con le forze dell’ordine

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BONDENO. Tempo di bilanci: non solamente i conti pubblici, ma anche per quel che riguarda la relazione dell’attività degli osservatori volontari. Il cui presidente Daniele Bernini ha sintetizzato bene il messaggio espresso dai cittadini, lunedì sera in consiglio comunale: «Quando vi vedo per le vie della nostra città – ha detto una donna ai volontari – mi sento sicura»: per noi con questo l'obiettivo centrato» ha riferito Bernini. Tracciando con queste parole il bilancio dei primi mesi di attività degli osservatori civici volontari. Un lavoro paziente, di osservazione e controllo e di segnalazione alle forze dell’ordine di episodi sospetti.

Ma anche un’attività di prevenzione del degrado urbano. Perché i cittadini che girano in pettorina non sono guardie private, «il decreto Maroni non dice questo».

Il fatto, però, che il clima di sicurezza percepita possa migliorare anche grazie alla loro azione è un risultato positivo. Detto questo, il consiglio ha preso visione dello schema di bilancio. Alla presenza anche di due graditi ospiti: il sindaco dei ragazzi, Leonardo Pisa, ed il vicesindaco, Matteo Gardinali.

Il bilancio sarà discusso e votato il 12 gennaio (il 5 gennaio scadrà il termine per presentare gli emendamenti). Quali, dunque, le novità contenute nel documento finanziario? «Il “premio” per gli enti locali che approvano il bilancio», hanno spiegato l’assessore Emanuele Cestari e la dirigente Sabrina Cavallini. In pratica, le opere, approvando il bilancio nei termini, potranno essere appaltate senza incidere sul “pareggio di bilancio”. La legge di Stabilità blocca anche per il 2017, invece, i tributi locali, con poche eccezioni, come le tariffe dei servizi a domanda individuale. Taglio in maniera graduale per il fondo di solidarietà comunale. 3 milioni e 200mila euro sono le entrate derivanti dall’Imu (lo Stato trattiene 881mila euro, che servono ad alimentare lo stesso fondo di solidarietà). Ben 261mila euro le entrate rimborsate da Atersir, con il fondo “terremoto”, che potranno essere utilizzate per calmierare i costi della “bolletta” dei rifiuti.

L’addizionale comunale è fissata allo 0,8 per mille (oltre un milione di euro di entrata), con la possibilità di incamerare altre quote “iscritte a ruolo” nell’ultimo periodo: si prevede un’entrata ulteriore di 50mila euro nel 2017 e 10mila euro per gli anni successivi. 85mila euro le entrate derivanti dalle cave estrattive (di cui il 25% destinato a Provincia e Regione).

Mirco Peccenini

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