Commosso addio a Federico
Chiesa gremita per le esequie dell’operaio schiacciato dal muletto
COPPARO. Cielo plumbeo e nubi basse. Freddo, tanto freddo. In una giornata più buia e fredda di un cuore disperato, Copparo ha dato l''ultimo addio a Federico Bonsi , 44 anni, scomparso tragicamente sabato pomeriggio per un infortunio occorsogli con un muletto meccanico mentre spostava legname in una sua proprietà nella località di Ponte San Pietro ad un tiro di schioppo dal centro capoluogo . Federico era nato e cresciuto a Copparo nel rione Mota. Lo conoscevano e lo stimavano in tanti. Ed in tanti hanno voluto accompagnarlo per l'ultimo viaggio. Un lungo serpentone scuro su cui spiccavano i colleghi del Cadf, con le loro giacche a vento gialle, lo ha accompagnato dalla camera ardente fino alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Piena , la chiesa, e diverse persone hanno atteso fuori la fine della funzione. Tanti giostrai: la sorella di Federico, Caterina, ne ha sposato uno. In pochi hanno potuto mancare, come ben pochi erano i dipendenti del Cadf, anche degli uffici, che non siano venuti; tutti non si poteva. Nella prima delle letture citati i salmi: «Preziosa è agli occhi del signore la morte dei giusti». Poi, l'officiante don Daniele, relativamente da poco tempo a Copparo, ha proposto un'omelia ricca di amarezza per la perdita ma anche di fede e speranza. Partendo da Giovanni e del suo racconto su Lazzaro, il sacerdote , citando anche la sua esperienza personale di perdita di un familiare stretto ha ricordato che si può attenuare il dolore della perdita andando a guardare negli occhi la madre, occhi in cui si vedono la fede e la speranza. Grande commozione. Silenzio profondo. Tanti sguardi persi, storditi, attoniti. La funzione termina. Il dolore riprende , sommesso, a salire. All'esterno della chiesa in tanti restano a dare silenzioso sostegno. Qualche abbraccio ai familiari stretti. Una presenza muta ma palpabile che racchiude tutto in una campana di commozione. Poi il feretro parte destinazione il Giardino della cremazione, ed in tanti lo seguono fino alla sala del Commiato. Lacrime, le lacrime dei forti. Poche , forse, ma che vengono tutte direttamente dal cuore. E tanto, tanto dolore per una morte improvvisa che ha gettato nella disperazione e nel lutto non solamente i familiari ma quanti hanno avuto modo di conoscere e di apprezzare una persona educata, buona e sempre disponibile verso il prossimo come Federico strappato alla vita da un crudele destino. Un appuntamento con la morte in un tragico pomeriggio di sabato neig iorni immediatamente precedenti le festività natalizie.
Alessandro Bassi
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